Gifuni: ecco i miei stipendi

Riceviamo:
Egregio direttore,
mi riferisco all'articolo pubblicato ieri (a pagina 8) dal quotidiano da lei diretto, a fuma di Gian Marco Chiocci e Claudia Passa, dal titolo «Lo stipendio non è uguale per tutti se le toghe arrivano dal Quirinale».
A tale proposito devo farle presente che la questione trattata nell'articolo («allineamento» degli stipendi) non mi ha mai riguardato, né può riguardarmi in alcun modo, per i seguenti motivi:
1) allorché il 5 giugno 1992, fui nominato Consigliere di Stato, ero già stato collocato a riposo, il 28 maggio dello stesso anno, quale Segretario Generale del Senato della Repubblica: pertanto, non si pose, né si poteva porre, alcun problema dell'eventuale «trascinamento» al Consiglio di Stato dello stipendio che avevo percepito dal Senato;
2) inoltre per quanto riguarda in particolare il Consiglio di Stato, non ho mai percepito alcuno stipendio in veste di Consigliere di Stato, poiché contestualmente alla mia nonna (5 giugno 1992) fui collocato «fuori ruolo» (e lo sono tuttora); in quanto Segretario generale della presidenza della Repubblica: questa è, alla lettera, la «dettagliata osservazione» contenuta nella memoria della «difesa erariale» nella parte che mi riguarda.
La ringrazio e le porgo i migliori saluti.

Prendiamo atto della nota del segretario generale della presidenza della Repubblica, Gaetano Gifuni. L’articolo a cui si riferisce è fondato esclusivamente su ciò che, alla lettera, riportano le sentenze del Tribunale amministrativo regionale (numero 1633/95 e 1634/95 del 22 dicembre 1995) e del Consiglio di Stato (numero 4245/05 e 4243/05 del 9 agosto 2005). L’articolo - nel quale per correttezza si riversano fra virgolette le diverse argomentazioni del Tar e del CdS - tratta di una disputa giuridico-retributiva intentata nel 1993 da due magistrati contabili che lamentavano una disparità nell’inquadramento economico proprio rispetto all’attuale segretario del Quirinale, e al suo predecessore, Sergio Berlinguer. Sono i giudici Sergio Conti e Mario Springolo ad aver messo in evidenza una diversa trattazione delle posizioni dei singoli consiglieri sollecitando un «allineamento del trattamento economico». E proprio di questo tratta la causa dove compare il nome e il cognome di Gifuni alle pagine 2 (riga 22), pagina 4 (riga 6) e pagina 8 (riga 13) delle sentenze del Tar. Nessuno ha scritto che Gifuni ha effettivamente percepito uno stipendio non dovuto. Si è scritto, invece, che il Tar ha ritenuto di dover dar ragione ai ricorrenti «nell’equiparazione dello stipendio a quello di altri colleghi di pari qualifica» che «seppur con minore anzianità di ruolo godono di un più favorevole trattamento retributivo». Il riferimento del Tar è «ai consiglieri di Stato dallo stesso ricorrente indicati», ovvero a Gifuni e Berlinguer.
Cordiali saluti.
GMC-CPas