Il gigante russo a caccia di Marciano

Valuev affronta McCline: 270 kg in due Ma Rocky era campione, questo una comparsa

Neppure il santo protettore della boxe, o della storia dei suoi campioni, riuscirà forse a salvaguardare la nicchia in cui se ne sta Rocky Marciano. Il Rocky più famoso del ring, insieme a Rocky Graziano (Rocky Balboa resta solo e soltanto un personaggio da film), uscì dal ring imbattuto dopo 49 incontri e nessun altro, neppure Larry Holmes arrivato ad un passo, ce l’ha fatta ad eguagliarlo. Naturalmente Rocky ne uscì da campione del mondo. Ed oggi la boxe moderna sta inseguendo il mito di Marciano camminando sui piedoni da Yeti di Nikolay Valuev, l’armadione russo lanciato dal business e dalla voglia di sorprendere. Valuev è arrivato a 45 incontri vinti, 33 prima del limite, e dalla fine del 2005 intorno alla sua grossa pancia ballonzola la cintura Wba del campione dei pesi massimi. Difficile togliergliela, non solo per le dimensioni fisiche: gli avversari valgono poco e se qualcuno ha vinto sul ring, non altrettanto gli è stato concesso dai tabellini dei giudici.
Stasera Valuev farà un altro passo verso il mito: dovrà sbarazzarsi di Jameel Mc Cline, un altro bestione del quadrato. Nella St Jacob Halle di Basilea sarà «One night of passion», passione per quel che resta della boxe. Due montagne a darsi pugni: Valuev con i suoi 145 chili e Mc Cline che gli sta dietro più dei recenti avversari, pesando circa 125 chili. In due faranno 270 chili, il ring dovrà essere solido quanto la bilancia che ha pesato i colossi.
Valuev, che conquistò il titolo contro John Ruiz e l’ha difeso contro il giamaicano Beck e l’americano Monte Barrett, forse troverà un botolone più sostanzioso degli altri. Mc Cline, che arriva dalle strade di Harlem e si fa soprannominare «Big Time», è un altro della stirpe dei vegliardi(36 anni). In carriera (38 match vinti, 6 persi, 3 pari, 23 ko) ha affrontato qualche pugile di buon nome: vinti i match (Michael Grant e Shannon Briggs) in cui cercava l’ascesa, persi alcuni degli ultimi nei quali il fisico non ha retto alla distanza delle dieci riprese. A queste va aggiunta la sconfitta per ko contro Wladimir Klitschko che oggi è campione del mondo, ma certo meno credibile del fratellone. Insomma l’avversario è ideale per la boxe macchinosa di Valuev e per la necessità di non lasciarsi punzecchiare da un’ape fastidiosa. Se poi parliamo di boxe, cambiamo arena.