Il gigante russo Valuev è già un mito del ring Ma ora vuole 4 corone

La «Bestia dell’Est», definizione di Don King, sogna di diventare l’unico campione mondiale dei massimi. Intanto il 20 gennaio a Basilea deve difendere il suo titolo Wba contro l’americano McCline

Il campione mondiale dei pesi massimi dovrebbe essere il simbolo stesso del pugilato, ma non sempre è così. Jack Dempsey, Joe Louis, Rocky Marciano, George Foreman, Muhammad Ali, Larry Holmes e Mike Tyson hanno dominato le rispettive epoche diventando famosi a livello planetario. Pur rimanendo al vertice solo un anno, Primo Carnera è riuscito a diventare una leggenda. I nomi di parecchi altri campioni, non se li ricorda nessuno. Oggi, il pugile più famoso del mondo è sicuramente il russo Nicolay Valuev. Non solo perché è campione dei pesi massimi Wba, ma perché è alto 213 centimetri, pesa 147 chili ed è pubblicizzato come il nuovo fenomeno in grado di frantumare ogni record. Grazie alla sapiente gestione di Wilfried Sauerland, il gigante di San Pietroburgo è diventato una star in grado di fare il tutto esaurito in arene da 14.000 spettatori, di far rimanere incollate davanti alla tv decine di milioni di persone, di scatenare un putiferio ogni volta che appare in pubblico. Specialmente in Germania, Russia e Stati Uniti, Nicolay Valuev non può camminare per strada senza essere accerchiato da uomini, donne e bambini che vogliono il suo autografo. Parte del merito è del promoter americano Don King che ha organizzato lo sbarco di Valuev negli States pubblicizzandolo come La bestia dell'Est, L'ottava meraviglia del mondo e King Kong. Il record di Nicolay Valuev è composto da 45 vittorie (33 prima del limite) e un no-contest. Tecnicamente non è un fuoriclasse. In compenso, ha la potenza per mettere ko chiunque. Lo sa bene Paolo Vidoz, che ha dovuto arrendersi alla nona ripresa a causa di una mascella rotta. Dopo di lui, Valuev ha sconfitto Gerald Nobles (per squalifica), Attila Levin (kot) e Clifford Etienne (ko), guadagnandosi il diritto a disputare la semifinale mondiale contro Larry Donald. Proprio quel match rappresenta l'unico neo nella carriera del russo. Il 10 gennaio 2005, a Oldenburg (Germania), Valuev ha ottenuto un generoso verdetto da due giudici su tre. Il 17 dicembre 2005, a Berlino, Nicolay Valuev si è riscattato diventando campione Wba a spese di John Ruiz (superato ai punti). Il russo ha difeso la cintura contro Owen Beck e Monte Barrett. Il 20 gennaio 2007, a Basilea, Nicolay Valuev dovrà respingere l'assalto di Jameel McCline. L'americano ha un record di 38 vittorie (23 prima del limite), 6 sconfitte e 3 pari. Ha già tentato di vincere il mondiale perdendo contro Wladimir Klitschko (titolo Wbo) e Chris Byrd (Ibf). Abbiamo chiesto a Nicolay Valuev come si sta preparando all'impegno più importante della sua carriera.
Nicolay, reputa Jameel McCline più pericoloso degli avversari affrontati sinora?
«Sì, soprattutto per il suo fisico: è alto 198 centimetri e pesa 120 chili. In genere i miei avversari sono alti 180/190 centimetri e pesano sui 100 chili. Combattere contro un colosso, sarà una situazione strana per me. Ma sono sicuro di metterlo ko. L'unica speranza che ha per finire in piedi, è muoversi velocemente».
Ha studiato una strategia particolare o si allena come al solito?
«Mi alleno con la serietà di sempre, ma ho anche studiato gli incontri di McCline. Col mio allenatore, Manuel Gabrielian, abbiamo preparato la strategia giusta per mandare al tappeto l'americano».
Insomma, è certo di vincere prima del limite.
«Io cerco sempre il ko, perché è l'unico sistema per vincere con chiarezza. A volte capisco che l'incontro finirà ai punti e mi limito a vincere un round dopo l'altro. Io mi alleno sempre per sostenere 12 riprese».
Chi è stato l'avversario che l’ha messa più in difficoltà?
«Negli ultimi due anni ho affrontato solo pugili quotati a livello internazionale. Diciamo che ho avuto momenti difficili con quelli che si muovevano rapidamente e mi colpivano da angoli diversi».
Dopo 46 incontri, è ancora imbattuto. È vero che il suo obiettivo è superare il record di Rocky Marciano (49 vittorie e zero sconfitte)?
«No. È una fissazione dei giornalisti americani. Durante il mio soggiorno a New York e Chicago, mi hanno chiesto del record di Marciano in continuazione. Dovendo rispondere qualcosa ho detto che mi sarebbe piaciuto battere il record».
I campioni delle altre sigle sono Wladimir Klitschko (Ibf), Oleg Maskaev (Wbc) e Shannon Briggs (Wbo). Chi preferirebbe affrontare?
«Non ho preferenze, infatti lascio decisioni di questo tipo a Sauerland. Sono sicuro che i tifosi vorrebbero vedermi contro Klitschko. In Germania potremmo avere almeno 30.000 persone in uno stadio di calcio e 20 milioni di telespettatori».
Quale obiettivo vorrebbe raggiungere, prima di lasciare la boxe?
«Vorrei diventare l'unico campione mondiale dei massimi. So che è difficile convincere gli altri campioni a mettere in palio i loro titoli. Pur vincendoli tutti, le sigle mi impedirebbero di difenderli contemporaneamente. In ogni caso, sarebbe bello indossare le quattro cinture».