Giggino getta in discarica l’eroe della lotta ai rifiuti

Il sindaco di Napoli caccia Raphael Rossi dalla gestione dei rifiuti perché non voleva assumere altre 21 persone. E adesso l’ex pm prepara il rimpasto

Napoli - Il celebrato eroe di Milena Gabanelli e di Report, il superesperto di rifiuti nonchè garante della legalità, Raphael Rossi, trascinato dalla sua Torino nel monnezzaio di Napoli, per risolvere una volta per tutte il dramma della spazzatura, dal sindaco «scassatore» Luigi De Magistris è stato fatto fuori dallo stesso Giggino dopo appena sei mesi di lavoro ai vertici dell’Asia, l’azienda dei rifiuti di Napoli.

Nel corso di una conferenza stampa (senza domande da parte dei giornalisti come voluto dal sindaco protettore della libertà d’informazione) carica di tensione, l’ex pm ha annunciato il passaggio di mano della presidenza dell’Asia dall’arancionissimo Raphael a Raffaele Del Giudice. Giggino imbarazzato ha rivolto frasi di circostanza al Raffaele torinese, che gli sedeva accanto. «Resta con noi in squadra». Ma se era il più bravo, perché toglierlo dalla «formazione» dei rifiuti? E Rossi, che dovrebbe essere felice per le parole pronunciate dal suo estimatore numero 1, esprime invece la sua amarezza: «Non me lo aspettavo». Nel silenzio della sala si è levato l’urlo disperato di una sostenitrice (o, ex) di Giggino, che ne ha apertamente contestato la decisione di silurare l’uomo venuto da Torino, specialista nella progettazione di sistemi per la raccolta differenziata.

Contro De Magistris si è scatenato il fuoco amico in difesa di Rossi. I giornali, su tutti Il Fatto e Repubblica, il web, le associazioni. Sul suo blog l’acuto direttore de Il Corriere del Mezzogiorno ha rivolto 7 domande all’ex pm, tra le quali se è vero, come «Rossi ha indicato, tra le possibili cause del suo licenziamento» vi sarebbe «la sua opposizione all’assunzione di 21 dipendenti del Consorzio Napoli 5».

De Marco ha poi concluso il suo intervento sostenendo che «Con molta probabilità il sindaco non risponderà a nessuna delle domande. O peggio lo farà a suo modo: impancandosi a depositario unico degli alti valori della rivoluzione napoletana e tirando in ballo logiche partitiche e politicanti. Sarebbe un grave errore».

Ma, la rivoluzione partenopea dell’ex pm non è finita. Ora scassa ciò che lui stesso ha creato. A giorni, come ha annunciato lo stesso Giggino, farà il primo rimpasto. Alcuni degli attuali assessori saranno dimezzati nei loro incarichi. Ad esempio, l’assessore Marco Esposito, giornalista prestato all’Idv, cederà il lavoro al vicesindaco Tomaso Sodano, che a sua volta (secondo radio Palazzo San Giacomo) dovrebbe girare la delega alla Sanità allo stesso De Magistris. Anche Bernardino Tuccillo dovrebbe cedere una delega «pesante», Personale o Patrimonio ad un collega.

Stesso discorso per Antonella Di Nocera che dovrebbe cedere al supersindaco la delega al Turismo. In una città normale tutto questo bailamme sarebbe trippa per l’opposizione. Invece, i partitini di centrodestra tacciono dinanzi a dimissioni, rimpasti, contraddizioni di un sindaco scassatore che sta ricalcando fedelmente le gesta dei suoi predecessori. Ad esempio la festa di Capodanno, musica, disco all’aperto e botti da far paura come da cent’anni in qua: tutto uguale all’epoca in cui comandavano ex Pci, ex Dc ed ex Psi. E la Rete gli contesta il mancato appello a non sparare i botti. La controrivoluzione, non si sa di quale colore, è iniziata.