GIGI D’ALESSIO Il «Made in Italy» parte dal Forum

Basta con il gossip, con i nuovi amori, con le aggressioni (vere o presunte) ai paparazzi. Gigi D’Alessio torna a cantare, a portare la bandiera dei neomelodici con venature pop. La sua tournée parte stasera - proprio oggi che compie quarant’anni - dal Datchforum all’insegna del tutto esaurito con replica obbligatoria (c’è ancora qualche biglietto disponibile) domenica. Un tour intenso che visiterà i palasport di mezza Italia e si concluderà il 4 aprile con uno sconfinamento a Basilea.
Da ieri nelle radio è in rotazione il suo nuovo singolo Un cuore malato (tratto dall’ultimo album Made in Italy)che il cantante porterà venerdì prossimo a Sanremo (come superospite la serata della Finale dei Giovani)in coppia con Lara Fabian, l’artista canadese che ha piazzato diciotto milioni di dischi in giro per il mondo, soprattutto nei paesi francofoni. Stranamente nell’elenco dei concerti non è compresa la sua Napoli, ma «a Napoli non c’è un posto per suonare, mica si può sempre andare in piazza Plebiscito», commenta D’Alessio.
Spesso bersagliato dalla critica, D’Alessio è molto amato dal suo pubblico (Made in Italy ha superato le 300mila copie vendute)che è fedelissimo e molto diffuso anche e soprattutto al nord. «Milano è una delle città che amo di più. È la città del lavoro, dell’economia che gira ma la gente è molto calda e attenta alla musica».
Il pubblico è fondamentale per D’Alessio, che tiene un rapporto strettissimo con i fan e che compone la scaletta dei concerti ascoltando i loro suggerimenti sul blog del suo sito. Lui non ama definirsi neomelodico «quella è una moda passeggera - dice - le mie canzoni resistono nel tempo, sono semplici ma toccano emozioni profonde».
Così il Made in Italy Tour srotolerà sul palco il passato e il presente dell’artista, con i suoi languori e struggimenti di prammatica ma anche con momenti quasi da discoteca. Si parte da Brivido d’amore, andando lentamente a ritroso da Quanti amori a Una notte al telefono e Il cammino dell’età per poi passare ai toni dance di Besame, Baila, Mon amour.
Un repertorio supercollaudato e a tratti troppo melenso (ma ai fan piace perché è così) però rivestito con nuovi arrangiamenti. Dalle esperienze di vita tra gli scugnizzi al diploma di pianoforte in Conservatorio, ispirandosi ora a Mario Merola (con cui è partito con il brani Cient’anne) ora a Claudio Baglioni, il ragazzino dei vicoli ha lanciato il suo faccino pulito e un po’ strafottente nel mondo del pop nazionale e anche oltrefrontiera. E questo è il suo vanto maggiore.
«Emergere a Napoli è davvero difficile, c’è molta invidia e rivalità: qui si diventa famosi solo se si è davvero bravi». Dopo il successo e i guai del Sanremo di due anni fa (più gettonato dalle scommesse, insultato in diretta ecc.) ora torna da superospite con tanta voglia di divertirsi. L’anima la darà nei concerti.