GIGI D’ALESSIO Uno strano napoletano che si fa in quattro

Melodie e pensieri corrono sull'asse Milano-Sanremo, perché questa, per la famiglia D'Alessio è una settimana di musica e duro lavoro: Gigi, cantautore del romanticismo partenopeo e delle mille astuzie commerciali, è impegnato sul palcoscenico del Teatro Smeraldo questa sera, domani e giovedì 29; la sua compagna Anna Tatangelo, al Festival, proverà a confermare le attese unanimi di una sua vittoria. Stress distribuito in eguali proporzioni, anche se la piazza milanese, per l'autore di Napule, Non dirgli mai e Miele, è sempre stata amica: un pezzo di Vesuvio sta da sempre accoccolato sotto la Madonnina e poi, è cosa ormai nota, il pop agile e scafato di Gigi D'Alessio ha saputo negli anni sbriciolare qualsiasi tic regionalistico. In classifica, dalle Alpi allo Stretto, D'Alessio vince. Così, nello spazio di piazza XXV Aprile, da sempre attento alla musica che conta, il cantautore partenopeo torna a un anno esatto dall'ultimo concerto in città. Quella volta fu data secca, praticamente l'avvio ufficiale del tour al DatchForum di Assago, questa volta saranno tre date nelle quali Gigi D'Alessio non è previsto mai uguale a se stesso. Semplicemente perché - questa la formula voluta dall'artista - ogni sera la scaletta dello show avrà come insindacabile «fabbro» il fedele pubblico. L'idea nacque in quella che doveva essere un'unica esibizione al Teatro Brancaccio di Roma: «A gentile richiesta… Mi faccio in quattro» era, nelle intenzioni del protagonista, un viaggio nella propria carriera musicale. Di quelli che, si sa, per gli artisti sono sempre difficili: scegliere le canzoni è come scegliere i propri figli, i famosi «piezz 'e core». Dunque, la parola alla platea. D'Alessio conquista il centro del palco, posa le mani sul fido pianoforte e infine presta orecchio e riconoscenza verso la sua gente: che potrà chiedere classici del suo repertorio, ma anche brani celebri della tradizione napoletana, perché la storia di Napoli, si sa, è lunga e soprattutto intonata. Un napoletano come si deve sa come prendere la gente, non c'è che dire: e così, lo show «interattivo» spingerà i fan più accaniti ad accaparrarsi i biglietti di tutte e tre le date. Il tour di Gigi D'Alessio è la trasposizione su strada del ricco cofanetto «Mi faccio in 4», pubblicato lo scorso autunno: sette dischi per otto anni di carriera, raccolti in una tracklist di 48 brani suddivisi in 4 cd. A dimostrazione di quella straordinaria capacità, tipica di D'Alessio, di saper piegare generi e tendenze musicali al proprio dna melodico partenopeo: c'è dunque il Gigi «napoletano», quello «latino», quello «pop» e quello delle «ballate» un po’ mélo e un po’ rock che gli hanno permesso di conquistare alla sua causa variegate platee generazionali. Da Besame a Buona vita, da Como suena el corazon a Insieme a lei, a Io che non vivo alla smaccata captatio benevolentiae di La forza delle donne, Gigi D'Alessio ha saputo sempre come piacere. All'orizzonte, però, annuncia un brano «scomodo»: «Sulla camorra. Perché, dove sono nato io, per i ragazzini i boss del quartiere sono come le star. Anche se poi finiscono in galera o vengono uccisi».
Mi faccio in quattro
Teatro Smeraldo
Da oggi al 29 febbraio
Informazioni 02-29006767