Gigi Proietti, una risata ci seppellirà

C ompleanno a Milano, e chi l'avrebbe detto. Anche questo per Gigi Proietti, e soprattutto per il suo pubblico, è un segno. Che il grande mattatore è tornato sulle scene innanzitutto, e che si gode il palcoscenico fino in fondo. Tanto da occupare il cartellone del Teatro Smeraldo, da oggi al 2 novembre (per l'appunto, il giorno in cui compie 68 anni) con uno show - «di nuovo Buonasera», coreografie di Fabrizio Angelini - che è un omaggio all'arte popolare e difficile del varietà, e che è una rivisitazione dello spettacolo «Buonasera» che a Roma nella stagione scorsa ha raccolto 170.000 spettatori, vincendo il Biglietto d'Oro Agis-Eti. É un grande ritorno sotto la Madonnina per Gigi Proietti: l'artista romano mancava in città da dieci anni e, come ha ricordato, «di Milano ho splendidi ricordi giovanili, quando cominciai questo mestiere. Era la Milano che vedeva fiorire i locali sui Navigli, quella dove noi attori e musicanti bazzicavamo l'Intra's Club e il Derby: con un collega di nome Silvano Spadaccino, armati di due chitarre, facevamo sketch irripetibili. Abitavo a Brera, incontravo Jannacci e Gaber». Oggi, dunque, di nuovo a Milano, pensando al teatro e al varietà, e cercando di dimenticare il recente passato fatto di «golpe all'amatriciana», come ha chiamato lui la fine traumatica della sua direzione artistica del Teatro Brancaccio (sei anni) e la polemica con Maurizio Costanzo, che del teatro ha preso la guida. Perché evocare il Brancaccio? Perché, come spiega il carismatico attore, «Di nuovo Buonasera è in fondo la storia di questo teatro, che un tempo si chiamava Morgana, vi si faceva prosa ma anche varietè, e chissà poi perché lo si chiamava così, alla francese. Il varietà era una magica contaminazione di generi, un teatro popolare che avvicinava il comico al patetico. Oggi, il varietà in tv ha forse detto tutto, ma in teatro trova una nuova vita. Questo stesso spettacolo, sul palco sta raccogliendo enormi consensi, li ho testati a Roma e, pochi giorni fa, a Napoli. In tv non avrebbe la stessa forza». Con il vulcanico Gigi, in scena un cast di sedici tra attori, cantanti e ballerini e un'orchestra di dieci elementi. Come prologo, rivela l'attore, un omaggio a Eduardo De Filippo: «Un giorno fu lui a dirmi che, con gli anni, sul palco si salta di meno ma si supplisce col mestiere».