Gigi Riva polemico e seccato minaccia di lasciare il gruppo

«Sono pronto a rimettere il mio nuovo mandato. L’ho già detto a Rossi, lo farò al primo Consiglio federale della nuova era»

nostro inviato a Tirrenia

È un’Italia nuova e non solo per la singolarità dei 22 convocati. Con l’arrivo di Donadoni, è cambiato quasi tutto lo staff azzurro. Dal vice Bortolazzi al preparatore Andreini (che ha preso il posto di Gaudino) che erano con lui a Livorno, fino ai medici (con il ritorno di Ferretti e Zeppilli al posto del professor Castellacci) e al fisioterapista Ruggii (che ha sostituito Cotti, ora al Chelsea). Sono rimasti il preparatore dei portieri Ivano Bordon, il massaggiatore Aldo Esposito, il fisioterapista Antonio Pagni. E Gigi Riva, promosso capo delegazione, ma pronto a rimettere il mandato. «L’ho già detto al professor Rossi - sottolinea - lo farò al primo Consiglio federale della nuova era. Oggi rappresento il traghettatore tra la gestione Lippi e quella appena iniziata con Donadoni, poi valuteranno il mio lavoro». Dunque, in polemica con le scelte fatte da Albertini, il vice del commissario straordinario (in particolare l’allontamento di Gentile dalla guida tecnica dell’Under 21), Riva è pronto a farsi da parte. «Le cose le ho già riferite a chi di dovere, quando devo fare polemica lo faccio con il diretto interessato. Ma della vicenda non voglio più parlare». E rivela un retroscena, ancora inedito, della serata di Berlino: «Ho fatto una sciocchezza. Preso dai festeggiamenti per la vittoria sulla Francia, mi sono dimenticato di ritirare la medaglia sul palchetto. È vero che poi mi è stata spedita, d’altronde mi spettava. Ma mi sarebbe piaciuto riceverla allora anche perché me l’avrebbe consegnata Beckenbauer...». Riva esprime un giudizio anche su Totti, indeciso se rientrare in azzurro. «È difficile togliersi dalla testa la maglia della Nazionale, credo che sia così anche per lui».
Domani a Livorno sarà sicuramente il più applaudito. Cristiano Lucarelli lancia nuovi strali su Spinelli («non c’è aria di pace, lo incontrerò perché lo vogliono la città e i tifosi»), sul futuro dice «di non sapere che cosa farà» e spegne le possibili contestazioni, annunciate dagli ultrà amaranto: «Se dieci scemi fischiano, non si deve generalizzare». Ma i tifosi, dichiaratamente schierati a sinistra, erano stati chiari: nel comunicato dello scorso 9 agosto hanno sottolineato che «non avrebbero tifato Italia, non vogliamo salire sul carro dei vincitori tra le celtiche di Buffon e gli insulti razzisti di Materazzi», ma hanno criticato aspramente anche il sistema calcio.