Gigio Alberti, omaggio a Baldini

Viviana Persiani

Seconda e conclusiva settimana della rassegna teatrale Tramedautore. Questa sera, al Grassi, andrà in scena Crimine di Peter Asmussen (Danimarca), testo, su un interrogatorio, composto in due parti. Alle 21.30, invece, concluderà la serata Olga di Laura Ruohonen (Finlandia). Il testo racconta le vicende di una relazione indimenticabile tra una anziana donna, fieramente indipendente e non convenzionale, e un giovane pericolosamente distaccato. Il 13, il Grassi ospiterà Il nome di Jon Fosse (Norvegia). In una casa arroccata sulla costa dinanzi al mare, Beate fa ritorno in famiglia; è incinta e con lei c’è il suo ragazzo. A seguire, And Bjork of course di Thorvaldur Thorsteinsson (Islanda). Un gruppo di persone si riunisce con l’obiettivo di superare le amarezze della vita.
Da mercoledì, tocca all’Italia. Al Grassi, infatti, andrà in scena La pace di Antonio Tarantino, regia di Werner Waas. Arafat e Sharon, espulsi dai relativi Paesi e colpiti da una maledizione che li costringe a restare lontani da qualsiasi fonte d’acqua, si trascinano per il Nord Africa e il deserto senza potersi lavare o bere. A seguire, Terapia antilodore di Laura Forti. Il Padre è in ospedale, sta morendo di cancro e inizia una terapia antidolore senza conoscere la vera natura del suo male. Due Figlie e un Figlio si ritrovano al suo capezzale e confrontano le loro vite.
Giovedì, all’Out Off, in scena Omaggio a Raffaele Baldini, ovvero brani tratti dai testi teatrali Zitti Tutti! e Carta Canta, raccolta di poesie in versione italiana e romagnola, con Gigio Alberti e Ivano Marescotti. Venerdì, l’Out Off ospiterà Emilia di Manlio Marinelli, regia di Domenico Bravo. Qual è il confine tra passione amorosa e patologia, tra coraggio e follia? Emilia è un personaggio che racchiude in sé questi interrogativi. A seguire Arturo lo chef (un cuoco di Villa Santa Maria). Il paese in provincia di Chieti è noto per essere «la patria dei cuochi». Arturo racconta il suo sogno di diventare un grande chef.
Sabato, all’Arsenale, la rassegna prosegue con Aiuto di Fabrizio Bajec, regia di Luciano Melchionna. Durante le sue visite autunnali in un villaggio lacustre, una donna assiste impotente alla malattia della sorella e al suo isolamento. Infine, domenica, si chiude, all’Arsenale, con Il molosso, performance di Tiziano Fratus e con Clausura di Edy Quaggio, testo che prende a pretesto la vita di suor Juana Inés de la Cruz.
Mercoledì 14 settembre, al Teatro di Verdura, andrà in scena Anonimo Veneziano di Giuseppe Berto, drammaturgia e regia di Fabio Battistini. È un invito a rileggere un grande autore del secondo Novecento che dopo il successo de Il male oscuro conobbe un’improvvisa fama con il breve Anonimo Veneziano. Il giorno successivo, il Verdura chiude la sua stagione estiva con 80 voglia di raccontare il mio teatro, con Elio Pandolfi. È la testimonianza di uno che ha vissuto e vive il mondo del teatro in tutte le sue espressioni. Elio Pandolfi, 80 anni ma non li dimostra, sul palcoscenico rievocherà la lunga parabola del vero teatro, cantando, imitando e recitando. Roberto Brivio ritorna nel fantastico mondo dell’operetta; venerdì, sul palcoscenico del San Babila, dirigerà la Felix Company nella messinscena di Cin Ci Là.