Giglio, trovata un'altra donnaIdentificata vittima italiana

Continuano le ricerche sulla nave da crociera. Palombari al lavoro sul ponte 3. Mezzi in mare per assorbire la chiazza d'olio. Il numero delle vittime sale a 16

Prendono il via, dopo alcuni giorni di preparativi le operazioni necessarie a svuotare i serbatoi di carburante della Costa Concordia. Gli uomini della Smit Salvage, la società specializzata in recuperi di questo tipo, hanno dato il via alla trafila, controllando le condizioni dello scafo, prima che sia eseguito l'attacco della prima cassa. 

L'operazione di svuotamento delle casse di carburante, molto complessa, richiederà almeno un mese. Si procederà facendo dei fori nelle cisterne, per poi riscaldare il carburante con getti di vapore e aspirarlo, riversandolo sulle navi cisterna. Al contempo una pompa riempirà le casse vuote di acqua di mare, per non rischiare che l'alleggerimento del relitto mandi la nave alla deriva. L'inizio del trasferimento da bordo alle navi cisterna non inizierà prima di sabato.

Rischio ecologico

In moto anche i mezzi della Castalia, le unità antinquinamento del ministero dell'Ambiente, che lavoreranno alla bonifica della chiazza d'olio che è stata avvistata a nord del luogo del naufragio. La macchia, composta principalmente da oli lubrifanti e alimentari, tensioattivi e detergenti, è stata circondata dalle panne assorbenti. Non si tratterebbe, come era stato ipotizzato, di uno sversamento di carburante della nave. Lo stesso ministro dell'Ambiente, Corrado Clini ha dichiarato di sperare che sia possibile "evitare il rischio più grosso: la perdita del carburante in mare".  

Gabrielli ha confermato che, a giudicare dall'iridescenza della macchia scura, si può ritenere che si tratti di "un idrocarburo leggerissimo, frutto di un lavaggio delle zone interne". Il commissario per il Giglio ha poi detto che entrò domani la Costa dovrà provvedere "a produrre il piano per il recupero dei rifiuti", che rischiano di inquinare le acque vicine al luogo dell'incidente.

Le vittime e i dispersi

In parallelo con le operazioni sui serbatoi continuano anche le ricerche dei dispersi. Due unità di palombari stanno proseguendo la perlustrazione del ponte 3, dopo aver fatto brillare alcune micro-cariche. Nella giornata di ieri sono stati recuperati due nuovi corpi. Uno di questi è stato identificato. Appartiene a una giovane sposa di Biella. Il computo delle vittime accertate sale quindi a 15 persone, 23 le persone ancora disperse. A complicare lo svolgimento delle ricerche potrebbero esserci i forti venti di tramontana attesi per la giornata di oggi, che porteranno un mare piuttosto mosso.

In tarda mattinata è stato trovato un altro corpo sul ponte 3 della Concordia. Salgono così a 16 i morti nel naufragio della nave da crociera. Nel frattempo è stata identificata una vittima trovata nei giorni scorsi, la 49enne Luisa Virzì, originaria di Enna. La donna era in viaggio con un'amica, ancora dispersa.

I dubbi dell'Ue

La vicenda della Concordia non ha mancato di mettere in allerta anche l'Unione Europea sui possibili rischi che possono derivare dalla navigazione in mare di imbarcazioni di dimensioni simili. Il commissario Ue ai Trasporti, Siim Kallas, ha dichiarato che la questione dovrà essere "sicuramente analizzata", specificando però che, se le navi vengono costruite in conformità con la Convenzione Solas, adottata dopo il disastro del Titanic, il problema della grandezza e quello della sicurezza non sono da ritenersi direttamente legati.

Una valutazione di rischio è arrivata anche da parte dell'Unesco, che ha chiesto al governo di limitare il traffico delle grandi navi da crociera in aree importanti, con un particolare riferimento alla laguna di Venezia.

Domani si terrà un incontro tra il procuratore generale presso la Corte d’appello di Firenze e il pool di magistrati della procura di Grosseto, che sta indagando sul naufragio. L'incontro, chiesto da Francesco Verusio, procuratore capo di Grosseto, servirà a fare il punto sull’inchiesta e sugli sviluppi delle ultime indagini.