Gigolò punito con mazza da baseball

Vent’anni, bell’aspetto, e fama - autoalimentata - di gigolò. Per questo pare subito strano, ai medici del pronto soccorso e al poliziotto di presidio all’ospedale di Varazze, che quei lividi sparsi un po’ dappertutto sul corpo, ma specialmente nelle parti più tenere, siano stati provocati, come dice lui, il ferito, da una caduta sulle scale. Scava e riscava, alla fine viene fuori la versione giusta. Altro che sui gradini del pianerottolo! Il giovane le aveva buscate di santa ragione al chiuso, in camera da letto, direttamente dalla mazza da baseball brandeggiata dal marito della signora con cui s’era gioiosamente (fino a quel momento) intrattenuto. Tutta colpa - s’è saputo poi - di un volo soppresso per il vento di tramontana che ha costretto il legittimo consorte a cambiare programma e a riguadagnare la via di casa. «Le faccio un’improvvisata!» ha pensato il brav’uomo, progettando anche una cena a lume di candela con quella donna che, insomma, un po’ birichina è sempre stata, ma gli piace tanto. Solo che piace tanto anche agli altri, i quali, per combinazione, piacciono tanto anche a lei, quarantenne in gran forma e altrettanta generosità d’animo e di corpo. Tanto generosa era stata anche con quel giovinotto, incrociato d’estate sulla spiaggia: uno sguardo ai pettorali palestrati, un’occhiata, furtiva, al bacino, poi era venuto il momento di prendere l’iniziativa. Si sa, da cosa nasce cosa, e da un aperitivo innocente nasce, talvolta, l’amplesso compiacente. Che ti porta dritto alla mazzuolata sulle parti tenere. «Che se non ci fosse stata di mezzo la tramontana, il marito mica la perdeva, la tramontana!».