«Gila e Vieri non si discutono»

nostro inviato a Palermo
Toni e Totti intoccabili, Gilardino e Vieri meritevoli di fiducia, Del Piero e Iaquinta con buone chance, Cassano ancora l’incognita maggiore. Nella lista dei 23 che Marcello Lippi comunicherà alla Fifa il 30 maggio, 10 giorni prima dell’inizio del Mondiale, ci saranno 6 attaccanti e la scelta, sempre che nel frattempo non ci sia qualche contrattempo, cadrà su questi nomi. Una rosa allargata di punte è una soluzione indispensabile per chi, come il ct azzurro, vuole azzardare il tridente.
Le ultime prestazioni di Gilardino e Vieri non sono state per nulla convincenti, ma Lippi non pare affatto preoccupato per il loro rendimento negativo in quest’inizio di stagione. Bobo Vieri, che a Palermo ha stabilito il singolare record di due gol facili facili sbagliati nei sei minuti in cui è rimasto in campo – conferma del suo momento poco felice -, resta tra i prescelti. «È ancora adesso uno dei migliori attaccanti europei, anzi forse meglio dire italiani», la mezza gaffe di Lippi. Che ha però intenzionare di confermare la fiducia al centravanti classe 1973, con il quale ha avuto in passato screzi subito accantonati grazie all’intervento di Vieri senior (Roberto, compagno di squadra del ct negli anni settanta). E fiducia anche ad Alberto Gilardino, che rispetto al compagno di squadra può vantare nove anni in meno e sicuri margini di miglioramento. In fondo, ogni sua stagione ha registrato un segno positivo dal mese di gennaio in poi. «Gila non si discute – è il giudizio lapidario del ct azzurro, che lo ha già convocato dieci volte, non facendolo giocare solo una, la famosa scelta in Scozia per altro spiegata nel dettaglio al giocatore -. I problemi al Milan? È in un momento di inserimento, ha iniziato in ritardo la preparazione e ha dovuto fare i conti con qualche guaio fisico». Insomma, potrà essere un periodo no, ma «non può essere messo in dubbio il valore tecnico di certi giocatori».
Che si avvicenderanno al fianco di un Toni che, a parte la strana partita di Palermo (con i fischi che lo hanno ferito e che di fatto hanno compromesso la sua prestazione), resta l’attaccante più in forma tra i “granatieri”. I sei gol in campionato, più i tre in azzurro con la Bielorussia, restano un biglietto da visita inattaccabile. Come inattaccabile è la posizione di Francesco Totti. Sta diventando sempre la sua Nazionale, anche se lui fa professione di modestia quando gli si affibbia il ruolo di leader. «È l’unico giocatore al mondo che con un passaggio di prima sa mettere davanti alla porta l’attaccante – sottolinea Toni -. Giocare con lui, così come Del Piero, un altro fuoriclasse capace di numeri alla Totti».
Già, Del Piero, tenuto in naftalina da Lippi per 11 mesi e poi ripescato. Con la possibilità concreta di essere nella lista del Mondiale per la terza volta consecutiva, vista la sua disponibilità (e duttilità) nel giocare in posizione anomala - metà attaccante, metà esterno sinistro - come in Irlanda-Italia. Intanto dietro spinge uno Iaquinta, reintegrato nel proprio club e quindi più tranquillo mentalmente, pronto ad approfittare di un passo falso degli altri.
Nella graduatoria, l’attaccante dell’Udinese sembra in vantaggio anche su Cassano. «La porta della nazionale resterà aperta fino al giorno prima delle convocazioni», dice Lippi. Chissà se si riferisce al romanista, ma è evidente il timore malcelato di non vederlo recuperare in tempo per giustificarne la chiamata. Tanto più che il gruppo sente sempre più lontano il giocatore che più di tutti sorprese nell’ultimo Europeo e che il suo rapporto con Totti sia ormai raffreddato. «L’Italia è questa, senza di lui», la laconica frase del capitano giallorosso.