Gila a segno nel frigo di San Siro

Freddo polare per un Milan-Palermo risolto da Gilardino nel finale. Appena duemila paganti

Gian Piero Scevola

da Milano

E se davvero avesse ragione Sergio Campana a richiedere la sospensione delle partite in notturna a gennaio e febbraio? Ieri sera a San siro, per una vittoria in extremis del Diavolo (gol di Gilardino su assist di Kakà all’86’) c’erano i soliti quattro gatti, la miseria di 2.105 paganti, e siamo già ai quarti di coppa Italia dove, per la prima volta, sono in campo le prime otto squadre del campionato. Ma neppure questo riesce a scaldare l’animo dei tifosi. E allora avanti così, con una partita modesta dove tra Milan e Palermo predomina la giusta voglia di non farsi del male.
È un Milan decisamente bis se non addirittura tris quello di Carlo Ancelotti dove i limiti sono evidenti soprattutto nella costruzione del gioco, lasciata ai volonterosi Vogel e Jankulovski, mentre Rui Costa si sbraccia per farsi arrivare quei palloni che invece i compagni gli negano. La difesa è quella che è con nonno Costacurta a recitare la sua degna parte e Nesta a giganteggiare tra tanti pigmei, così come Gilardino là davanti cerca l’occasione buona che gli arriva solo al 44’ su cross di Simic. Ma il suo colpo di testa è troppo centrale e Andujar non ha difficoltà a parare. Così come la girata ancora di Gila su assist di Rui Costa al 9’ della ripresa viene respinta dall’attento Andujar.
La novità della serata è Marcio Amoroso, il 31enne brasiliano la cui ultima apparizione in Italia risaliva al 17 giugno 2001, tornato per rimpiazzare il monegasco Vieri, ma di lui non ci sono tracce nella partita, un pallido fantasma che deve ancora inserirsi nei meccanismi del Milan. Anche se ieri sera di gioco da parte dei rossoneri se n’è visto ben poco e per alzare il livello Ancelotti è stato costretto a schierare Pirlo nella ripresa al posto dello spento Gattuso.
Chi invece ha fatto la solita apprezzabile figura è stato il Palermo con movimenti calcolati da parte di tutta la squadra, gioco corto, tanto possesso palla. Ma questa è una prerogativa di tutte le squadre di Del Neri, dei rosanero in particolare, che costruiscono tanto e realizzano poco o niente. Ci prova Di Michele; ci prova il gigante Godeas che ha però a che fare con la montagna Nesta. Troppo poco però anche per una difesa d’emergenza come è quella rossonera. Ancelotti prova a vincere, inserisce Serginho e Kakà per dare più spinta sulle fasce e alla fine ottiene soddisfazione anche se il passaggio di coppa è rimandato tra sette giorni.