Gilardino, compleanno coi fiocchi dopo una notte di assist e prodigi

Alberto è nato il giorno di Italia-Brasile del 1982. L’elogio di Lippi a chi ha giocato poco

nostro inviato a Duisburg

«Vorrei fare un elogio dal profondo del cuore a coloro i quali hanno giocato poco». Marcello Lippi non fa nomi ma i riferimenti sono sulla bocca di tutti, da Oddo a Barone, passando per Inzaghi che ha un gran curriculum sulla schiena ma viene considerato il 24° azzurro del gruppo. «Pur non essendo protagonisti in prima persona, sono partecipi, entusiasti» aggiunge il Ct e qui il pensiero può correre anche ad Alberto Gilardino che ieri, a Düsseldorf, ha festeggiato un compleanno coi fiocchi. Lui è uno dei tanti predestinati, nato il giorno di Italia-Brasile al Sarria di Barcellona, con i tre gol di Pablito Rossi che incorniciarono la leggenda dentro uno stadio piccolo e sgangherato. Gilardino è entrato al posto di Toni sfiancato, all’inizio del secondo tempo regolamentare, ha fatto un prodigio strepitoso in apertura di ripresa, si è liberato di un paio di sentinelle tedesche, e si è presentato al cospetto di Lehmann cogliendo il palo basso della porta.
Non si è fermato lì. E quando è venuto il momento di ripartire in contropiede, tre contro due, invece di puntare al gol personale, di accarezzare il proprio egoismo, si è esibito in un assist delizioso per Del Piero, trasformato in un beffardo 2 a 0. Lippi ha parlato per Gilardino e per tutti i Gilardino d’Italia sparsi per le piazze e per i campi di periferia. Alberto, alla fine, si è consolato con quel giudizio e con il sorriso della sua bella Alice, la fidanzata che ne ha approvato il taglio dei capelli e che ha l’abitudine di spedirgli sms anche di notte, quando gli capita l’ispirazione. «È stata una notte indimenticabile» ha ripetuto Gilardino prima di soffiare forte su un tortino di mele ordinato per festeggiare il suo compleanno. I ragazzi alla Gilardino sanno vivere anche di questo.