«Gilardino e Cassano, ci costate troppo»

Franco Ordine

da Milano

«Bamboli, non c’è un euro». Riveduta e corretta, l’espressione che un tempo veniva sbandierata all’ingresso dei locali notturni dai commenda presi d’assalto dalle belle di notte, adesso vale nel calcio-mercato. E vale soprattutto per quei dirigenti e quei calciatori che assistono ai tormenti dei club senza battere ciglio. Così i due affari dell’anno, Cassano e Gilardino, subiscono una decisa frenata invece che l’accelerazione preparata da procuratori e cronisti. Comincia Luciano Moggi, dg della Juventus di primo mattino: «Non abbiamo le possibilità economiche per comprare Cassano». Gli fa eco, qualche ora più tardi, Adriano Galliani, vice-presidente esecutivo del Milan e reduce dal vertice con Baraldi, Parma, per chiedere la valutazione di Gilardino. «La cifra richiesta dal Parma non è alla nostra portata».
Fine della trasmissione? Neanche per scherzo. Il negoziato va avanti, secondo ritmi e cadenze non proprio serrate. Nè Juve nè Milan si schiodano dalle rispettive posizioni: no alle follie, no a valutazioni stratosferiche. Così se Cassano chiede a Moggi, per se stesso, un contratto da nababbo, Moggi gli fa sapere che o si adegua al tetto bianconero o altrimenti resta a Roma, a galleggiare. E se Baraldi «spara» 50 milioni di euro per Gilardino (tra cartellino e stipendio da garantire al giovanotto partito per le vacanze), la risposta di Galliani è una e una soltanto. «A queste condizioni non tratto».
A dar man forte ai due, interviene, per suo conto anche Zamparini, uno dei pochi decisi a investire per il Palermo ma fermo per il mancato accordo complessivo della Lega. «A questo punto vado avanti con la stessa squadra del passato campionato» giura e più che una promessa pare una minaccia per i suoi tifosi oltre che per potenziali venditori che pendono dai suoi assegni. Previsione: gli affari Cassano e Gilardino possono farsi ma con ridimensionamenti notevoli.
E che il Milan faccia sul serio lo si capisce da una serie di altri segnali. Dhorasoo, per esempio. Confermato, contratto allungato, poi un incidente diplomatico tra procuratori ed ecco il contrordine: Dhorasoo parte per il Psg, Parigi cioè e il club incassa un po’ di euro oltre che il mancato pagamento dello stipendio. Alla Lazio che valuta Oddo 7 milioni di euro la risposta: arrivederci. Sondaggio cauto presso il Lecce per Cassetti. Dalla Bona e Donati, di ritorno dai prestiti di Lecce e Messina, a questo punto possono restare nel gruppo per coprire i due buchi lasciati da Brocchi e Dhorasoo. Anche la trattativa Kaladze col Chelsea sta per tramontare.
«Per ora resta qui», fa sapere Galliani. Che vuol dire: o il Chelsea paga il dovuto (8 milioni di euro), oppure non se ne fa niente. E il georgiano paga a caro prezzo l’atto di furbizia: prima si è fatto fare un contratto (4 milioni di euro netti l’anno per 5 anni) da Abramovich promettendogli che il Milan non avrebbe preteso granchè per la cessione. Poi ha scoperto che la realtà è diversa e per rappresaglia ha licenziato il suo procuratore. Diversa la posizione di Crespo che è a Londra per liberarsi. Lui rinuncia a 2 milioni di euro (dei 6 ottenuti da Abramovich, ne guadagna solo 4 al Milan) e Galliani chiosa: «Sta facendo di tutto per giocare ancora un anno con noi». A ore l’annuncio. Così solo Borriello è andato in prestito alla Samp mentre la Fiorentina, vicina a Frey, ha preso Pasqual dall’Arezzo. Per mancanza di fondi, cambia destinazione anche Abbiati che adesso è vicinissimo alla Roma: andrà in cambio di Pelizzoli e conguaglio, il portiere ex Atalanta ha già parlato con Vecchi in Sardegna.
Non c’è un euro a disposizione e infatti anche l’Inter sta ritardando la firma dei contratti con il Real Madrid per l’acquisto di Solari (c’è a Milano il padre con la delega alla firma) a costo zero e il prestito biennale di Samuel che pretende uno stipendio da 3,8 milioni netti l’anno e non è molto favorevole a lasciare Madrid. Perez e Moratti, da domenica, sono d’accordo: tocca ai loro ds definire l’intesa. All’Inter arriva Makinwa, l’annuncio è di Preziosi che ha un allenatore vero per la serie A, Francesco Guidolin. Mentre Cosmi, dimissionario, si accasa a Udine. Dove trova Al Saadi Gheddafi, ingaggiato da Pozzo per un anno. Serve per la Champions?

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