Gilardino salva il Parma e manda il Bologna in B

I parmigiani vincono a sorpresa lo spareggio. E Mazzone, a 68 anni, retrocede per la prima volta in carriera. Ultrà scatenati, cariche della polizia

da Bologna

Due a zero, il Parma ringrazia Cardone e Gilardino per i gol ed è salvo, il Bologna ringrazia Legrottaglie, a vuoto sul raddoppio, e retrocede macchiando il curriculum di nonno Mazzone: a 68 anni il decano dei tecnici della serie A conosce l’onta della prima retrocessione della carriera. Dopo 9 campionati, i rossoblù tornano in B quando 10 turni fa erano in zona Uefa, dove a lungo credevano di finire i gialloblù, travolti dal crac Parmalat ma risorti in extremis.
Ieri si ripartiva dal successo del Bologna a Parma, dalla rete di Tare che rappresentava un’ipoteca rossoblù sull’esito finale dello spareggio, dalla rissa finale che ha privato le squadre dei rispettivi allenatori in panchina, Mazzone (sostituito in panchina da Scarafoni) e Carmignani (ne ha fatto le veci Zoratto), nonché le squalifiche di Amoroso (Bologna) e Bucci (Parma), con il gialloblù Pisanu fermato per somma di ammonizioni. Importante in chiave squadra ospite il recupero di Gilardino, uomo-gol all’ultima partita con la maglia parmigiana.
È partito meglio il Parma, molto attento e paziente in difesa, quasi più intelligente perché paziente. Il Bologna ha cercato di colpire in velocità, confidando molto sui lanci lunghi per la testa di Tare ma trovando un Parma anche duro, ammonito ad esempio Morfeo al 7’ per una brutta entrata su Capuano (vendicato da Colucci al 16’, ammonito pure lui), e pronto a partire in contropiede non appena intuiva ve ne fosse l’opportunità.
La prima svolta al 17’: punizione per l’entrata da cartellino giallo di Colucci su Morfeo, angolo per il Parma, palla a mezza altezza, prima la spizzicava con felice intuito Morfeo e poi la stessa schizzava su Cardone che faceva in pratica da flipper per un gol pesante ma in pratica involontario. Il pallone passava tra Colucci e il palo. La rete spegneva il tifo bolognese e accendeva quello parmigiano. Lo stesso a livello di giocatori. Quelli di casa subivano i contraccolpi psicologici dello svantaggio e faticavano a ritrovare le vie del gioco. Cardone al 26’ si infortunava e chiedeva il cambio, dentro Cannavaro. Attorno alla mezz’ora il Bologna tornava a farsi pericoloso anche se al 35’ Morfeo sfiorava il raddoppio, un’occasione neutralizzata da Pagliuca con l’aiuto del palo. Sei minuti dopo rigore su Nervo non rilevato da Collina, altri sei e il Parma raddoppiava. Su un cross dalla destra, Bresciano sulla sinistra era libero di rimettere in piena area proprio dove Legrottaglie si produceva in un goffo intervento a vuoto che liberava Gilardino, un fulmine nel fare da sponda per un comodo 2 a 0 che incendiava di passione i tifosi gialloblù e schiantava quelli di casa.
Nell’intervallo doppio cambio nel Bologna: Locatelli per l’infortunato Bellucci e Meghni per Nervo. La ripresa iniziava con un rabbioso forcing rossoblù. D’obbligo pareggiare per non retrocedere. Due gol in 45’. Purtroppo per loro però, e chiaramente per fortuna del Parma, sarà Frey a fare la vera differenza come nel primo tempo l’avevano fatta Cardone e Gilardino. Il portiere francese si opporrà con tempismo a ogni conclusione dei bolognesi e quando il pallone lo scavalcherà insaccandosi, sarà solo perché Capuano al 19’ invece che con la testa l’aveva colpito con una mano. Gol giustamente annullato e Capuano ammonito.
Il primo intervento decisivo di Frey al 7’, in angolo il tiro di Meghni, poi grande girata di Locatelli al 12’ e ancora Meghni al 27’. E più i minuti passano, più il Bologna si rende conto che sta scivolando in serie B e perde convinzione nei suoi mezzi anche perché l’avversario non può essere ridotto al solo estremo. C’è un Morfeo che sa ragionare calcio e più avanti un Gilardino sempre in agguato, con il veleno nei piedi. E i padroni di casa alla fin fine svilupperanno un solo modulo, quello dei lancio lungo e disperato nella speranza che il grattacielo Tare risolva la situazione come all’andata. Tutto inutile anche perché l’attacco rossoblù è quasi il peggiore della serie A, 33 gol segnati nella stagione regolare, giusto uno in più del Chievo e 15 in meno del Parma.
Alla fine, secondo tradizione, gli ultrà del Bologna si scatenano con vandalismi e violenze. E la polizia li carica. Tifosi da serie B, loro di sicuro.