Gina Light, l’automobile dalla «pelle» flessibile

Mentre squadre di tecnici e ingegneri stanno lavorando alle automobili che vedremo tra un paio d’anni e team di designer sono impegnati a tracciare le linee di quelle che vedremo nel prossimo decennio, alla Bmw c’è chi va ben oltre le sempre più diffuse concept-car con i progetti di ricerca, le «vision», quasi delle provocazioni che partono dalla messa in discussione di tutti i canoni che vengono oggi rispettati nella costruzione di un’automobile. La sfida viene portata avanti all’interno del Bmw Group Design seguendo il principio denominato «Gina», acronimo di Geometry and functions in n adaptions (geometria e funzioni in un numero N di interpretazioni) che stabilisce la priorità della funzionalità del veicolo adattando a questa il design senza, tuttavia, ridurne il ruolo decisivo.
È Gina Light il primo modello di «vision» messo a punto dalla casa di Monaco, una roadster due posti di un futuro abbastanza lontano che, anche se non verrà realizzata integralmente, influenzerà di certo i modelli a venire della Bmw. Le proporzioni dinamiche tipiche del marchio, già visibili su varie vetture di serie, sono state sviluppate su Gina Light con una coerenza finora mai raggiunta: il modulo frontale e le fiancate, incluse le portiere, rappresentano un corpo unico, fluido, privo di linee di unione, non soltanto a livello estetico ma anche strutturale. Messi da parte i concetti tradizionali di progettazione e realizzazione di una scocca, per Gina Light i componenti classici di un’automobile sono stati sostituiti da una struttura composta di pochissimi elementi, soltanto quattro per la carrozzeria che, e qui viene la vera rivoluzione, si presenta come una pelle flessibile. Questa soluzione, in qualche modo inquietante se pensiamo alla solida lamiera con la quale sono costruite le vetture, spalanca un orizzonte di possibilità vastissimo, che stravolge completamente il rapporto uomo-macchina. Attraverso un comando elettroidraulico gli elementi della scocca modificano la loro posizione, mutando l’estetica in funzione dell’utilizzo.
Un esempio emblematico sono i gruppi ottici, muniti di una palpebra integrata nel cofano che si solleva quando entrano in funzione. La pelle, realizzata in fibra tessile flessibile, posata su una sottostruttura metallica con centine di carbonio, si piega e si tende, cambia sagoma per migliorare l’aerodinamica quando ciò è richiesto, e consente l’accesso al vano motore attraverso una grande apertura a zip.
La stessa flessibilità caratterizza gli interni dove lo sterzo, i comandi e i sedili sono in posizione di riposo, per facilitare l'accesso, fino a quando il guidatore non li attiva per assumere le posizioni memorizzate. Gina Light rispetta invece la tradizione per il propulsore - un generoso V8 a benzina - e per la trazione sulle ruote posteriori.