La Ginestra e un «Discount» da non perdere

Claudio Fontanini

Un supermarket che diventa osservatorio privilegiato dal quale scrutare scampoli di varia umanità, cinque personaggi in crisi d’identità, un testo intelligente e moderno che scatena risate e riflessioni, emozioni e nostalgia. È una bella sorpresa Discount, scritto e diretto da Michele La Ginestra con Adriano Bennicelli e in scena al Teatro Sette fino a domenica.
Attraverso cinque monologhi incrociati ecco sfilare davanti ai nostri occhi i divertenti e grotteschi protagonisti. C’è Giacomelli (Maurizio Lops), il metodico ed efficiente direttore del grande magazzino, che sul cavallo a dondolo rievoca la sua infanzia; c’è la commessa al primo giorno di lavoro (Silvia Delfino) che tra storni alla cassa e offerte speciali vorrebbe solo essere considerata «persona»; c’è la maniaca dei profumi (Maria Paola Conrado) che regola i suoi umori e le sue sensazioni da quello che percepisce il suo naso, sognando un provvidenziale raffreddore; c’è un candido e sprovveduto venticinquenne (Gabriele Sabatini) che si diverte a imbrattare i muri della città firmandosi con lo pseudonimo della madre morta con la quale ha condiviso i respiri a San Lorenzo in un monolocale di 30 mq e c’è, infine, il consumatore di nicchia (Alessandro Marrapodi) che rifiutato dal progresso si trasforma in un pericoloso attentatore di prodotti da banco. I sapori dell’infanzia e il brutto che dilaga, la vecchia pubblicità (irresistibile il confronto tra l’uomo in ammollo e la nonnina della candeggina) e i nuovi riti collettivi, la paura della solitudine e il bisogno di riconoscersi. Fino al bel finale corale dove ogni cosa troverà il suo posto e ogni posto la sua cosa (proprio come in uno schema di parole crociate).
Recitato con grande partecipazione e dinamismo da un gruppo di giovani attori affiatati pur nella loro diversità di stile e temperamento, Discount si discosta meritoriamente dal cosiddetto «teatro televisivo» colpevolmente di moda sui nostri palcoscenici.
Qui non si ammicca al pubblico con facili tormentoni e grevi doppisensi ma si punta piuttosto su sensibilità e cura del testo per un ottimo lavoro di squadra premiato dal successo.