Ginnastica: flop della Ferrari, è un anno no

Due stop di complessivi quattro mesi sono troppi perfino per una
fuoriserie come Vanessa Ferrari. La ragazzina volante della ginnastica
artistica azzurra fallisce tutte le finali di specialità. Colpa di due
cadute alla trave e alle parallele asimmetriche, che compromettono
anche le sue possibilità di podio nel concorso generale

Pechino - Due stop di complessivi quattro mesi sono troppi perfino per una fuoriserie come Vanessa Ferrari. La ragazzina volante della ginnastica artistica azzurra fallisce tutte le finali di specialità. Colpa di due cadute alla trave e alle parallele asimmetriche, che compromettono anche le sue possibilità di podio nel concorso generale. Al momento la n.1 azzurra è dodicesima con 58.300 punti, precede di cento punti Lia Parolari. L'unica italiana a rientrare tra le 24 che vanno alle finali di specialità è Carlotta Giovannini. Due infortuni, il primo lo scorso anno al piede sinistro con tre mesi di stop, per una microfrattura di cui ci si è accorti soltanto dopo i Mondiali di Stoccarda, dove grazie al bronzo ha centrato la qualificazione olimpica. La seconda sosta forzata di un mese, tra maggio e giugno, a ridosso già dei Giochi, dopo gli Europei, a causa di una tendinosi all'altro piede. Poi la rincorsa affannosa per cercare di presentarsi a Pechino nel migliore dei modi possibile.

Ma nella ginnastica nulla si improvvisa e la mancanza di palestra hanno impedito alla ginnasta azzurra anche di esprimersi al meglio in quello che è la specialità maggiormente nelle sue corde, il corpo libero. Difficoltà a saltare e in qualche movimento: troppo poco in un'Olimpiade contro avversarie così agguerrite. "E' stato un anno pieno di problemi - ha detto - non mi sono mai allenata. Ho cercato di metterci tutta la grinta e l'impegno possibili, ma quando non hai allenamento non hai possibilità, specie nelle parallele e nella trave che sono molto tecniche". "Sono molto dispiaciuta, sapevo la situazione", ha continuato. Nel riscaldamento Ferrari aveva sentito un dolore alla caviglia, in gara non le ha dato fastidio ma certo gareggiare i queste condizioni è difficile. "Ho cercato di metterci tutta la grinta e l'impegno possibili, ma non è stato sufficiente".

Fuori dunque da tutte le finali di specialità e al momento sembra anche molto difficile che possa andare a medaglia nel generale. A meno di improbabili sorprese nella più rosea delle previsioni potrebbe piazzarsi al massimo quinta o sesta. "In queste condizioni nel concorso generale non posso tentare nessun esercizio più difficile. A questo punto mi interessa far bene per la squadra". Quando mancano due turni al termine delle qualificazione è 12/a, la Parolari è 13/a. La sola a centrare l'obiettivo della finale di specialità (nel volteggio) è Carlotta Giovannini. Per il concorso generale oltre che per la Ferrari qualche speranza di finale anche per Lia Parolari, poco sotto la Ferrari nel punteggio (58.200). Al comando al momento ci sono le statunitensi Shawn Johnson e Nastia Liukin. Le americane sono ad altissimi livelli, difficile che agli Usa possa sfuggire l'oro. Anche se la Cina con Yilin Yang, al momento terza, spera sempre nel fattore campo.