Gino di Maggio: «Si può godere di un quadro anche senza possederlo»

Intercettiamo Gino Di Maggio, promotore di Fluxus, una delle ultime avanguardie italiane, nel corso degli eventi di apertura della Biennale di Venezia: «Una grande festa dell’arte: tra i padiglioni si respira aria buona e ci sono molte nuove proposte davvero interessanti», è il suo commento a caldo. Tra qualche settimana Di Maggio sarà a Milano con Jean-Jacques Lebel, artista e critico appassionato di Novecento, e ad Angela Vettese, storica dell'arte attenta alla temperie contemporanee. «Philippe Daverio ha scelto un titolo ironico e divertente per il nostro incontro: lo condivido appieno», commenta Di Maggio, riferendosi all'esclamazione «Non comprate l'arte, rubatela», che segna il tema della serata conclusiva della rassegna «Daverio e contemporaneamente» (26 giugno). La sede non poteva che la Triennale, vero e proprio spazio del contemporaneo dove mostre dedicate a icone come Basquiat o Keith Haring hanno attirato un pubblico numeroso e variegato. «Il valore dell'arte contemporanea non può essere limitato alle sue sole quotazioni, sebbene siano poi quelle a sbalordire di più: dall'arte contemporanea si può trarre godimento e piacere anche senza possederla, ma solo conoscendola», commenta Di Maggio.
Non è poi detto, come suggerisce ironicamente Daverio, che avventurandosi in questo mondo non si scoprano artisti emergenti: partecipando alla loro avventura e ai loro progressi, può capitare che qualcuno ci regali qualche sua opera prima che le sua firma diventi troppo nota (e i suoi lavori troppo cari)…