Gioca e segna con un occhio solo

da Glasgow

È cieco dall'occhio destro da quando aveva otto anni, eppure ha giocato per anni a calcio tenendo il segreto con tutti: poi però Dean Shiels, attaccante nordirlandese di 21 anni dell'Hibernian nella serie A scozzese e dell'Under 21 dell'Irlanda del Nord, ha dovuto confessare il suo segreto. Soltanto quest'anno Dean Shiels ha rivelato di aver perso la vista dell'occhio destro a 8 anni a causa di un incidente domestico. Shiels, che ha giocato nelle giovanili del Manchester United e dell'Arsenal senza che nessuno degli addetti ai lavori fosse a conoscenza della sua condizione, ha raccontato al quotidiano Scottish Sun di come in questa stagione sia stato costretto a rivelare il suo problema ai dirigenti dell'Hibernian a causa dei fortissimi mal di testa che lo avevano cominciato ad affliggere da alcuni mesi. Il giovane attaccante, che dopo l'esperienza con le giovanili dell'Arsenal è passato al club scozzese dove ha realizzato 8 gol in 58 partite, si è dovuto sottoporre ad un intervento chirurgico per rimuovere l'occhio destro, ed ora si trova in convalescenza nella casa della sua famiglia vicino Belfast. «È strano - racconta Shiels al tabloid scozzese - perchè non sono mai stato veramente consapevole della situazione del mio occhio. So che può sembrare assurdo, ma sono sempre andato avanti come se vedessi da entrambi gli occhi. Sicuramente non ci ho mai pensato quando giocavo a calcio. Solo la mia famiglia era a conoscenza della mia reale situazione». I problemi però, sono arrivati con i forti mal di testa, che hanno poi costretto l'attaccante a sottoporsi ad un intervento chirurgico.
Il giovane attaccante, dopo l'operazione, non ha perso le speranze di tornare in campo e aiutare l'Hibernian, anche se questa stagione appare compromessa. «Alcuni specialisti - conclude Shiels - mi hanno detto che per questa stagione devo mettermi l'anima in pace, ma io non perdo la speranza. Allo stesso tempo però, non voglio correre alcun rischio. La vista del mio occhio sinistro, comunque, è buona».