Le giocate sullo sport fanno +15%

Filippo Grassia

Il mercato dei giochi chiuderà l’anno con un incremento di oltre il 13% rispetto al 2004 (27.900 milioni contro 24.645) grazie alla strategia dell’Amministrazione dello Stato che, in pochi anni, ha implementato il comparto con un restyling globale. E il lavoro non è finito, specie quello di tutela. Al riguardo va ricordato l’impegno dell’on. Contento, che non ha avuto remore a chiarire la situazione con una denuncia estremamente impegnativa: «Da un parte ci sono alcuni Tar che danno ragione all'attività dei cosiddetti Ctd (centri trasmissione dati), dall'altra c’è l'Aams che tutela i giocatori e gli operatori autorizzati. È ora di fare chiarezza con quella parte della Magistratura in contrasto con l'attività di Aams, che è un ente autorizzato e regolamentato dallo Stato per la gestione del settore dei giochi in Italia. Insomma bisogna tutelare chi ha sempre rappresentato lo Stato in maniera corretta e trasparente». Secondo una stima ufficiosa il gioco clandestino e quello diretto oltre frontiera, vale a dire senza pagare pedaggio all’Erario, è pari ad almeno 5mila milioni di euro. Di qui l’impegno dello Stato volto a tutelare le proprie casse e l’impegno dei concessionari in regola.
Nel 2005 la parte del leone l’hanno fatta le lotterie e, in particolare, il Gratta & Vinci con un incremento di 700 milioni (+120%) dovuto alla grande attenzione con cui i Monopoli hanno ristrutturato il settore che dal 2000 al 2003 era rimasto in purgatorio con un fatturato risibile. È la testimonianza che il pubblico risponde quando trova offerte adeguate e accattivanti. Il fenomeno non è quindi episodico, ma non può essere paragonato a quello delle scommesse sportive che, dall’anno del debutto, risalente al 1998, ha sempre migliorato i propri conti con un’ascesa continua, senza soste. Erano 770 i milioni di euro raccolti nel 2000, sono diventati 1300 nel 2004, a fine saranno più di 1500, con un segno positivo del 15-16%. E l’andamento non potrà che migliorare con i risultati della raccolta telematica perché il grande pubblico, poco avvezzo o impossibilitato a frequentare le agenzie, sta abituandosi a scommettere via Internet, soprattutto sui siti italiani. La conferma arriva dalle ultime rilevazioni. A novembre la raccolta telematica è stata pari a 35,1 milioni di euro, vale a dire il 22,5% dell'intera raccolta (156,1 milioni di euro). Si tratta di un nuovo record come valore percentuale sul giocato, visto che il precedente, risalente allo scorso mese di ottobre, era stato del 20,2%. Vale anche la pena di ricordare che la tassazione, ridotta al 9,5%, può ridursi all’8% qualora la raccolta dell’anno precedente superi i 1.850 milioni e addirittura al 6,6% con un movimento che vada oltre i 2.150 milioni. Un traguardo fondamentale.
È negativo invece il segno delle scommesse ippiche: -5,43% con 2.156 milioni rispetto ai 2.280 dell’anno precedente che già non era andato benissimo. Il gap fra scommesse sportive e ippiche è ora di 600 milioni, la metà di quanto si era registrato nel 2000. Un’altra testimonianza di come l’ippica abbia bisogno di cure immediate e urgenti.
In rialzo (+11,5%) il SuperEnalotto che al 31 dicembre dovrebbe riportarsi ai livelli del 2003, sui 2mila milioni. Il dato è significativo al pensiero che il Lotto è in forte discesa (-36%) dopo l’abbuffata dell’anno passato: allora rappresentava il 45% del totale, adesso vale il 25% della torta complessiva. In negativo anche i concorsi pronostici (-31%) che avrebbero bisogno di nuovi incentivi per tornare a galla. In fase di stallo la Tris, in rialzo il Bingo.