«Giocheremo col coltello tra i denti»

Non può più essere considerata la sfida delle sfide, perché l’Inter è ormai una corazzata e la Lazio naviga a vista. Ma il fascino del match di questa sera al Meazza è intatto, se non altro per quell’intreccio di sentimenti dovuti ai tanti ex da una parte e dall’altra. È il caso di Roberto Mancini, del brasiliano Cesar e del serbo Stankovic, per tacere di chi, come Pandev, è stato sedotto e abbandonato dalla real casa nerazzurra prima di sfondare in maglia biancoceleste. E poi la sfida di stasera si gioca nel ricordo di Gabriele Sandri, ucciso mentre andava a vedere tre settimane fa proprio questa partita. Anche per questo la Lazio, garantisce Delio Rossi, giocherà «con il coltello tra i denti». Alla faccia dei bookmakers, che quotano a 10 la vittoria dei romani. Per riuscirci Rossi ha una ricetta: «Bisogna avere equilibrio e vivere al momento. Siamo arrivati in Champions lo scorso anno perché abbiamo giocato da provinciali. Adesso non dobbiamo fare l’errore di pensare al campionato come un allenamento e alla Champions come l’evento». Certo, l’allenatore romagnolo non sente la sorte dalla sua: «La Lazio deve fare i conti con i numerosi infortuni, il vero problema è che si gioca una partita ogni tre giorni». L’ultimo forfeit è quello di Behrami, indisponibile per un’infiammazione acuta dei muscoli della regione adduttoria sinistra. Ballotta giocherà fra i pali e davanti a lui agiranno, da destra a sinistra, De Silvestri, Stendardo, Cribari e Zauri. Toccherà a Ledesma, Mudingayi, Firmani e Mauri innescare i soliti Pandev e Rocchi, cui viene chiesto di scardinare il bunker nerazzurro. Le attese della partita sono state attutite dal Lotito-day. Il presidente, ieri, ha imperversato nell’etere, raccontando la sua visione calcistico-laziale: «Siamo la squadra che ha avuto il maggior numero di infortuni. A noi sono capitati tutti nel giro di due mesi e mezzo e hanno influenzato risultati e qualità del gioco. Abbiamo avuto molte assenze per incidenti gravi, non per infortuni muscolari. Non voglio giustificare tecnici e giocatori, ma chi poteva prevedere che si sarebbero rotti sei difensori centrali?». Il patròn ha poi difeso il mercato estivo: «Le scelte non sono state fatte con l’obiettivo di risparmiare. Dire che Lotito non ha investito è una falsità, è una bugia. La Lazio non ha solo investito, ha anche trattenuto tutti i giocatori che c'erano». Forse l'unico torto è non aver assoldato una fattucchiera per esorcizzare gli influssi astrali negativi...