Giochi eretici, cade anche Icaro dal trampolino

Ahonen dopo il re Bjorndalen: un altro invincibile va ko

Claudio De Carli

La parabola dell’angelo caduto si chiude qui: Ahonen ha perso, la Finlandia è in silenzio. Forse lassù ancora nessuno ci crede. Janne Ahonen, il silenzioso uccello dei trampolini, l’uomo che vola al di sopra della fantasia, è stato impallinato dalla sorte in una gelida notte piemontese a Pragelato. L’invincibile ha perso. Un altro dopo Bjorndalen nel biathlon, dopo Manninen nella combinata nordica. Manninen e Ahonen, due finlandesi alla fine della corsa. Due dominatori dominati. Neppure il podio, dal trampolino di 90 metri: primo Bystoel (Norvegia), secondo Hautamaeki (Finlandia, consolazione per un popolo), terzo Ljoekelsoej (altro norvegese). L’azzurro Colloredo, unico italiano capace di salire fin lassù e buttarsi di sotto, è finito 22°.
Tutti normali, comuni mortali. Tranne uno: Janne Petteri Ahonen (11-5-77 Lahti). Un uomo capace di rimanere in volo per 240 metri (record). Neanche vent’anni e aveva già vinto il titolo mondiale dal trampolino corto. Quel giorno un giornalista si avvicina per intervistarlo e lo vede tirato come un elastico: scusi, gli chiede, ma lei non ride mai? Il ragazzo finlandese lo guarda e gli fa: «Sono venuto qui per saltare, non per sorridere». Due anni prima aveva debuttato per la prima volta ai mondiali di sci nordico nella categoria senior e si era portato subito a casa l’oro a squadre. Alla fine della gara medesimo entusiasmo, serio, zitto, essenziale, non aveva ancora il problema di farsi la barba ogni mattina e i tedeschi gli avevano già appiccicato il soprannome di Die Maske, la maschera.
A 28 anni dalla sua nascita ha una bacheca di trofei che rischia di schiantarsi sotto il peso di cinque titoli mondiali, due coppe del mondo e quattro Tournée dei quattro trampolini. Non è finita, fra un volo e l’altro, il laconico e pluridecorato Janne Petteri Ahonen si diletta con i drugster, sempre gareggiando e vincendo, e poi anche nella pittura in cui ha mostrato grande talento fino a progettare il logo del Nordic Tournament, la più importante competizione di salto dei paesi nordici. Se disegnasse aquiloni batterebbe anche il record di Dedalo e Icaro, ma lui nella leggenda c’è già, quella vera però.
Il fatto è che per Ahonen stupire equivale a fare cose normali. Quando nella scorsa stagione la Federazione internazionale sci ha imposto nuove regole che vincolavano la lunghezza dello sci al peso del saltatore, la maggior parte dei suoi avversari è entrata in fibrillazione. In realtà era una specie di regola tampone contro gli anoressici che nel salto dal trampolino stavano diventando una regola. La federazione aveva cercato di sconfiggere questa moda penalizzando gli atleti troppo esili e costringendoli a usare sci più corti. Gli altri si mettevano a dieta, lui aumentava di peso, gli è stato sufficiente mettere su qualche chilo per mantenere la medesima lunghezza dei suoi sci.
Devastante sempre, da ogni trampolino. Sino alla sera olimpica, Pragelato, gli stessi rivali di sempre. Ma Icaro prima o poi cade, lo racconta anche la leggenda.