Giochi, la fiaccola passerà dal Tibet

Il
comitato olimpico internazionale (Cio) è d’accordo sul passaggio della torcia olimpica da Lhasa, la capitale del Tibet. <strong><a href="/a.pic1?ID=254054">Oggi la fiaccola è a Buenos Aires</a></strong>

Pechino - Il comitato olimpico internazionale (Cio) è d’accordo sul passaggio della fiaccola olimpica in Tibet e non è preoccupato per possibili incidenti. Lo ha detto oggi il presidente del Cio Jacques Rogge in una conferenza stampa a Pechino. La fiaccola passerà da Lhasa, la capitale del Tibet dove in marzo si sono verificati incidenti nei quali sono morte 140 persone (venti secondo la Cina). In precedenza verrà portata sulla cima del monte Everest, che si trova in Tibet.

Rogge ha ripetuto di aver chiesto al governo cinese di rispettare gli "impegni morali" sul miglioramento dei diritti umani presi nel 2001 a Mosca al momento dell’ assegnazione dei Giochi del 2008 a Pechino. "Ho chiesto inoltre l’ applicazione integrale della legge sulla stampa", ha aggiunto, "e se necessario la chiederò di nuovo".

Il governo cinese ha varato all’inizio del 2007 delle nuove regole sull’attività dei giornalisti stranieri in Cina, che "in teoria" possono muoversi liberamente per il paese e intervistare chiunque acconsenta. In pratica la legge ha incontrato difficoltà nella sua applicazione e dal mese scorso le tre province del Gansu, Qinghai e Sichuan e la Regione Autonoma del Tibet sono chiuse alla stampa.

Nella conferenza stampa, Rogge ha detto che la preparazione dei Giochi da parte del Comitato Organizzatore locale, il Bocog, è stata "eccellente" e che si aspetta dei Giochi di "grande successo". Quanto all’ipotesi che capi di Stato e di governo occidentali desertino la cerimonia d’apertura dell’ 8 agosto in segno di protesta per la repressione in Tibet e le violazioni dei diritti umani, Rogge ha detto che questo "non riguarda" il Cio. "Quello che posso dire - ha affermato - è che gli atleti saranno dispiaciuti di non vedere i loro politici nello stadio".