Giochi, in Italia sono in quasi 30 milioni che amano sfidare la dea bendata

Secondo le stime Agicos, a fine 2010 gli italiani avranno speso per giocare oltre 60,8 miliardi di euro. Una cifra che fa sorridere anche lo Stato visto che di questi, 9 miliardi di euro finiranno nelle casse dell'Erario. Il giocatore «ideale» vive al Sud Italia e nei comuni di media grandezza

Gli italiani sono un popolo che ama sfidare la sorte. Ne è testimonianza la raccolta di gioco: secondo le stime Agicos, a fine 2010 gli italiani avranno speso per giocare oltre 60,8 miliardi di euro. Una cifra che fa sorridere anche lo Stato visto che di questi, 9 miliardi di euro finiranno nelle casse dell'Erario.
Nel nostro paese sono quasi 30 milioni le persone che hanno giocato almeno una volta nell'ultimo anno: di questi circa 11 milioni sono giocatori abituali. Il giocatore ideale - secondo una ricerca Eurisko - vive al Sud Italia (35%), soprattutto nei comuni dai 10mila fino ai 100mila abitanti (43%), è donna (52%) oltre i 64 anni (21%) e come titolo di studio ha la licenza media inferiore (39%). A sfidare la sorte sono soprattutto i pensionati (22%), anche se le casalinghe (17%) non disdegnano dilettarsi con la fortuna. Non piace giocare a dirigenti, alti funzionari e liberi professionisti: lo fa solo il 3% del campione considerato. I giocatori «modello» in Italia hanno più di 64 anni e sono soprattutto pensionati. Non se la cavano male, comunque, neanche gli individui di età compresa tra i 25 e i 34 e quelli tra i 35 e i 44 anni (entrambe le fasce valgono il 18% del campione considerato). Piace giocare anche alle persone più mature, quindi a chi ha un'età che va dai 45 ai 54 anni (15%). È più dedito al gioco, poi, chi ha un reddito di medio livello (42% del campione) e chi ce l'ha medio basso (24%). L'83% del campione considerato ha giocato almeno una volta nella vita: e chi lo ha fatto ha scelto Lotto (57%), Superenalotto (50%) e Gratta e Vinci (45%). Il 77% del campione - nei 12 mesi - ha giocato «per tentare la fortuna», mentre il 37% per «vincere piccole somme». Il 32%, invece, sperava di cambiar vita aggiudicandosi una vincita importante. Ma c'è anche chi gioca solo perché si diverte (14%).