Giochi: sistema italiano più competitivo

Una proposta per sostituire l’Aams con un’altra agenzia

La richiesta ormai è unanime. Anche Match-Point, attraverso l’intervento di Massimo Temperelli alla 19ª edizione dell’Enada, ritiene indifferibile la liberalizzazione del palinsesto: «Non è utile mettere un freno alla creatività nel settore delle scommesse sportive che, con l’apertura dei nuovi punti, rischia di offrire un programma appiattito. Se vogliamo disincentivare l’uso dei siti stranieri e il ricorso a forme di gioco non regolamentato, dobbiamo rendere più competitivo il nostro sistema con la liberalizzazione del palinsesto. Solo così i concessionari potranno differenziare la propria offerta e soddisfare le esigenze della clientela». La sollecitazione di Sisal, cui fa capo Match-Point, si aggiunge a quelle di Sicon, Snai e Totosi che, in un recente passato, avevano invitato l’Amministrazione dello Stato a vagliare una proposta analoga. Lo scudetto annunciato dell’Inter rappresentò il pretesto per smuovere le acque. In questo scenario si inserisce la lettera inviata da Snai ad Aams per avere chiarimenti su alcune tipologie di scommesse, vietate nel nostro Paese e legate ai risultati dell’Inter, in offerta sul sito di un bookmaker (Betway) con sede all’estero, ma in possesso anche di una concessione in Italia. La risposta è arrivata da Benaglio, ad di Betway Italia: «L'accettazione di scommesse particolari sull'Inter è una decisione autonoma di Betway.com, società con sede a Londra, differente rispetto a Betway Italia srl, concessionario collegato al provider Microgame, che propone unicamente le scommesse autorizzate». Il confine sarebbe netto se fosse impossibile scommettere sul sito .com dall’Italia.
Nel corso della manifestazione, svoltasi a Rimini, si è parlato della costituzione di un’Agenzia dei Giochi in grado di sostituire l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. Gianfranco Conte, parlamentare di Fi e membro della Commissione Finanze della Camera, ha prospettato l’ipotesi che la nuova struttura scaturisca da quella esistente previo spostamento alle Dogane di tutta la materia riguardante i tabacchi. Ci sarebbe anche una certa convergenza di consensi su questo argomento. Ma si tratta davvero di un problema? L’Aams, da quando ha preso in mano il settore, ha lavorato con decisione: basti pensare all’ampliamento della rete che non ha rivali al mondo sul piano tecnologico, l’oscuramento dei siti fuorilegge e la formulazione di provvedimenti a prova di interpretazione. Altri sono i problemi veri. Vedi la dicotomia sempre più accentuata fra i principi comunitari, che sublimano la libertà di stabilimento oltre alla libera prestazione dei servizi, e le legislazioni nazionali, sempre più restrittive in materia.