Giochi da tavolo: nuova vita digitale

Il rilancio dei vecchi passatempi, presi d'assalto dalle industrie dei videogame e del cinema. In arrivo i videogiochi di Scarabeo e Cluedo, mentre Monopoli diventerà un film. E dopo "transformers", Hollywood va all'assalto dei titoli più famosi

Milano - Siamo di fronte alla morte del «bilico»? Le accese discussioni (capaci di rompere amicizie decennali) sulla validità del lancio dei dadi (quando per esempio terminano di rotolare inclinati, appoggiati sul bordo del tabellone) sono destinate a sparire? Probabilmente sì. Così come le tecniche di lancio: non potremo più fare i tiri a effetto, ruotando il polso prima lasciar cadere i dadi, né prendercela con le amiche che puntualmente li fanno cadere giù dal tavolo.

In un futuro non lontano i giochi da tavolo saranno infatti giocati prevalentemente su consolle elettroniche. È la legge del progresso; o meglio, è la visione che hanno del progresso i vertici della Hasbro, colosso mondiale dell’industria ludica che detiene i diritti di alcuni dei titoli più famosi (da Monopoli a Cluedo, da Trivial Pursuit a Scarabeo). I vertici dell’azienda statunitense hanno annunciato a gran voce la nascita di una collaborazione con Electronics Arts (una delle più famose case di produzioni di videogiochi) per organizzare in grande stile lo sbarco nel mondo dell’elettronica dei classici giochi da tavolo. Ma attenzione: qui non si parla «di una semplice conversione in bit dei giochi - ha commentato Chip Lange, vicepresidente di Hasbro -. I nostri titoli saranno ripensati e adattati al dispositivo su cui gireranno». Un nuovo gioco per una nuovo modo di giocare quindi; avranno lo stesso appeal dei giochi originali? Staremo a vedere. Per adesso l’unica certezza è che il primo dei titoli che approderà sulle consolle sarà il gioco simbolo di tutti i giochi, venduto in milioni di copie in tutto il mondo: il Monopoli.

La riconversione dei cartoncini di «Imprevisti» e «Probabilità» in animazioni 3D sarà però solo il primo passo «di un progetto molto più esteso - ha sottolineato Lange -. Tutti i nostri giochi più famosi diventeranno dei videogiochi, e saranno ridisegnati con l’obiettivo di far trascorrere del tempo in compagnia alle persone, sia fisicamente che tramite la tecnologia». Un obiettivo ambizioso, quello della Hasbro, che conta di diffondere le versioni elettroniche delle sue creature su tutti i supporti disponibili: la prima ondata di titoli arriverà infatti sui cellulari la prossima estate, ma già con la fine dell’anno, in concomitanza con l’esplosione del mercato natalizio, sarà possibile divertirsi anche su Xbox 360, Play Station 2 e 3, Nintendo Wii e Nintendo Ds.

Ma non finisce qui: un’altra rivoluzione, ben più sorprendente di quella fin qui descritta, sta per travolgere i classici giochi da tavolo. Oltre che sui monitor casalinghi, Monopoli, Cluedo e affini stanno per sbarcare anche sul grande schermo. Universal Pictures e Hasbro hanno infatti dato vita a una partnership strategica per i prossimi sei anni allo scopo di produrre almeno quattro film basati sui giochi in scatola della casa: e ancora una volta il titolo apripista sarà Monopoli. Nel 2010, «al massimo per il 2011», fanno sapere dalla Universal, arriverà nei cinema il film «Monopoly», presumibilmente girato tra Parco della Vittoria e Viale dei Giardini. Nonostante la struttura del gioco offra molti spunti interessanti (la lotta per il potere, la forza schiacciante del denaro come unico elemento livellatore di tutti gli altri elementi della vita) la domanda sorge spontanea: come si può adattare in forma narrativa un gioco da tavolo? Come è possibile che qualcuno pensi davvero di dar vita a personaggi angosciati dal pericolo di «Passare direttamente dal via senza ritirare le 20mila lire» o che sognano di vincere le 10mila lire del «secondo premio di un concorso di bellezza»? Insomma, stiamo assistendo all’annuncio in pompa magna di un flop? Forse; ma non c’è da esserne così sicuri, almeno considerando i nomi che la Universal ha sfoderato per l’occasione: il film sul Monopoli sarà infatti affidato nientemeno che Sir Ridley Scott, cineasta inglese autore di film sbanca botteghino come «Il Gladiatore» o di autentici cult della settima arte come «Blade Runner».

«Non so ancora dove andremo a parare con questo progetto - ha prudentemente commentato Scott -, ma qui si tratta del gioco in scatola più famoso al mondo. Ciò che è sorprendente di Monopoli è che svela il lato meschino delle persone. Monopoli cambia la gente, la persona più buona diventa un mostro non appena compra Parco della Vittoria. Sto cercando di capire che tipo di commedia possa essere. Potrebbe essere davvero un grande film». Probabilmente, oltre che alla levatura artistica della pellicola, i vertici della major americana puntano più prosaicamente al profitto. E quindi nella annunciata esplosione di film basati sui giochi c’è un preciso piano commerciale; che prende peraltro spunto da un dato assodato: il primo film tratto da un gioco si è rivelato un successo al botteghino. Transformers, il film sui robot che si trasformano in automobili, (giocattoli dei quali la Hasbro detiene tutti i diritti commerciali), si è rivelato una miniera d’oro: 539 milioni di euro incassati in tutto il mondo e altri 367 derivati dall’aumento delle vendite dei giocattoli.

E quando le major di Hollywood scoprono un nuovo filone tematico, non si fermano prima di averlo spolpato fino all’osso (basti pensare all’esplosione di film sui supereroi dei fumetti dopo il successo inaspettato del primo film sugli «X-Men»). Aspettiamoci quindi un’invasione di pellicole sui giochi da tavolo, e lambicchiamoci il cervello pensando a chi mai potrà essere il protagonista del film sul Monopoli: la candela?