Gioco d’azzardo: lunedì nero in Borsa

Ribassi fino al 50% dopo che gli Usa hanno dichiarato illegali i pagamenti on-line per le scommesse

da Milano

Il Congresso americano dichiara guerra al mondo del gioco d’azzardo on-line con un espediente semplice: approva una legge che rende illegali i pagamenti di banche e compagnie di carte di credito ai siti di società di scommesse sul web. L’efficacia della misura è certificata dal crollo in Borsa dei titoli del settore, alcuni dei quali dimezzano, se non addirittura di più, il proprio valore, sulla prospettiva della perdita di un mercato, quello Usa, che vale nel complesso più 7 miliardi di ricavi all’anno.
A Londra, la capitale mondiale delle scommesse, PartyGaming, la maggiore azienda di poker on-line che lo scorso anno ha contabilizzato la quasi totalità dei ricavi (i quattro quinti) negli Stati Uniti, ha perso il 53,97%, fino ad attestarsi a 49,25 pence.
La società all’inizio dell’anno controllava circa il 50% del mercato statunitense e al tempo stesso aveva recentemente comunicato che i giocatori on-line erano aumentati di ben il 38%, a 8,4 milioni nel giro di due mesi. Sportingbet (che in Italia sponsorizza le squadre di calcio di Palermo e Napoli) ha ceduto il 62,55%, a 69 pence, anche perché la decisione presa dal Congresso Usa impedirà alla compagnia di acquistare World Gaming (meno 64%), con la quale erano da tempo in corso trattative. Una doccia fredda che mette in secondo piano la scarcerazione dell'ex presidente Peter Dicks, arrestato il 6 settembre e rilasciato in quanto lo Stato di New York non considera reato i giochi online. Empire Online, altra società del comparto, scivola del 25%, Playtech del 42,47% e 888, il maggior casino on-line, cede il 26,96 per cento.
Bwin Interactive Entertainment, società austriaca nota per essere uno degli sponsor del Milan, ha lasciato sul floor a Vienna il 34,23% del proprio valore. Il Congresso americano, con un vero blitz, ha approvato con voto bipartisan una normativa che in pratica impedisce il gioco d'azzardo online con il divieto alle società che gestiscono le carte di credito di accettare pagamenti a fronte di questo tipo di scommesse. Come risposta alla stretta, 888 e PartyGaming hanno annunciato di avere in programma la sospensione delle attività e il ritiro dagli Stati Uniti, puntando sulla crescita delle attività in altre parti del mondo.