Il gioco dei diritti e dei doveri: i bimbi riscrivono la Costituzione

«La legge è uguale per tutti». Vallo a spiegare a venti bambini di prima elementare. Elementare: due di loro mostrano uno striscione con questo principio, altri sei esibiscono tanti cartelli: «Uomo», «donna», «straniero», «italiano», «musulmano», «cattolico». È l’articolo 3 della Costituzione, dice che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Il gruppetto di alunni - 1A della scuola Ciresola in via Venini - ha appena imparato a leggere. È gennaio o giù di lì quando la maestra di italiano, Barbara Lamenta, decide di partecipare al concorso nazionale «La Costituzione vista dai giovani». Educazione civica? Va là, non si studia nemmeno alle medie, nemmeno al ginnasio. E poi adesso si chiama «Educazione alla convivenza civile», chi la conosce alzi la mano. Insomma, l’impresa è titanica, ma lo è anche la determinazione della maestra. I bambini rappresentano il messaggio nel modo più semplice, per illustrare il diritto alla vita Sara, Desiree e Kate hanno dovuto decidere chi di loro avrebbe portato la bambola: Sara sale sulla sedia con il Cicciobello in braccio, la maestra fotografa. Il diritto alla vita è «inviolabile». E lo è anche il diritto allo studio. La Costituzione scorre, un principio sull’altro, fra i clic e le rappresentazioni. Sono immortalate le uscite da scuola per conoscere i diversi mestieri, i bambini nello studio di un medico, sull’autobus dell’autista, nella bottega del calzolaio (articolo 4 sul diritto al lavoro). C’è il fotomontaggio che illustra i patti lateranensi, due bambini si stringono la mano sullo sfondo del Vaticano e di palazzo Chigi. Così si arriva ai 12 articoli fondamentali della Repubblica italiana. Alla fine dell’anno, questo album di fotografie viene pescato dal mare di progetti che ha inondato il ministero della Pubblica istruzione. E vince il primo premio per la categoria «scuola primaria di primo grado».
«Siamo appena tornati da Roma - ha spiegato la maestra (la premiazione è avvenuta in questi giorni) -. Siamo stati ricevuti da Napolitano e Fioroni e durante la cerimonia in diretta televisiva abbiamo ricevuto una targa. I bambini hanno capito che entrare al Quirinale è un evento che non capita tutti i giorni». Al rientro a scuola gli alunni della 2A (sono venti, nove dei quali stranieri) hanno completato il pensierino: «Nel mio cuore ricorderò sempre quando...». C’è chi si è emozionato per le canzoni di Tiziano Ferro, presente alla trasmissione televisiva, chi ha ricordato «l’emozione provata nel salone», chi ha sentito di «aver partecipato a un lavoro importante». Cosa rimarrà a questi bambini della Costituzione italiana? «L’argomento non è alla portata di bambini così piccoli, lo scopo non è stato quello di insegnare tutti gli articoli ma di buttare un seme - ha confidato Barbara Lamenta -. Mi piacciono le sfide e mi piace poter dare ai bambini qualcosa di più del compitino».