Il gioco delle tre tavolette può penalizzare il trotto

In data 10 agosto l'Unire ha inviato alle società di corse al trotto una circolare a firma del segretario generale Maurizio Soverchia, il cui contenuto mi lascia non poco perplesso ma nel contempo solletica la fantasia. Solo cattivi pensieri, stimolati dal fatto che il mese di agosto è sempre stato un mese favorevole alle soluzioni «romane di palazzo»?
Ecco il testo: «Oggetto: Stanziamento a premi corse ordinarie esercizio 2007. Tenendo a riferimento le previsioni di bilancio per l'esercizio 2007, si comunica che lo stanziamento a premi per le corse ordinarie per l'anno di riferimento da considerarsi inferiore del 5% a quello approvato per l'anno 2006. Una volta concluso l'iter del bilancio di previsione 2007, questo Ente provvederà a definire analiticamente lo stanziamento per ciascun ippodromo».
Il contenuto della lettera, in puro burocratese, sostanzialmente dice: diminuite le somme a disposizione delle giornate di corse per gli ultimi quattro mesi dell'anno di un ulteriore 5%, salvo il resto. Per quale scopo tale riduzione? Non vorrei che l'accantonamento di una somma che grosso modo potrà risultare di circa tre milioni di euro, tolti già ad un montepremi all'osso, servisse per fare il beau geste del ripristino delle somme da destinare alle qualifiche dei puledri per i proprietari. Se così fosse, siamo al gioco delle tre carte: togliamo dal montepremi somme già destinate ai proprietari per darle sotto altra forma agli stessi proprietari. Noi allevatori ci siamo seriamente battuti per il mantenimento delle cosiddette «qualifiche» a favore dei proprietari, al contrario di quanto hanno fatto i diretti interessati. Avremmo dovuto seguire l'esempio dei confratelli del galoppo, che assieme, proprietari e allevatori, hanno mantenuto in toto le loro prerogative economiche (premio aggiunto), anche se a rischio di una censura comunitaria. Se dobbiamo arrivare a questo «finto» risultato, con il gioco dei bussolotti, non ci siamo proprio.
In data 29 maggio, su queste colonne, con un intervento critico nei confronti di una mancata riforma del calendario (robusta potatura dello stesso), da parte dell'attuale gestione Unire, a sostegno della necessità del reperimento delle somme necessarie al mantenimento delle qualifiche a favore dei proprietari, avevamo dato un’indicazione operativa sul bilancio che vale riproporre testualmente: ...«il trotto ha in carico per le differenziate (le differenziate sono i cosiddetti matine e le preserali), circa 12 milioni di euro sottratti al montepremi ordinario e il galoppo soltanto 2 milioni, però gli introiti derivanti dalle corse differenziate vanno a confluire sulle somme totali a montepremi, (successivamente attribuite alle due branche con il 60%, a favore del trotto e il 40% al galoppo). Una evidente ingiustizia, non giustificabile sotto il profilo amministrativo, sulla quale prima o poi l'associazione degli allevatori trotto e magari anche i proprietari, dovranno farsi carico di tutelare i propri associati in tutte le sedi consentite, non esclusa la giustizia amministrativa».
Questa doveva essere la strada corretta per ripristinare le giuste aspirazioni dei proprietari relativamente al premio di qualifica e non mezzucci che competono più ad un giocatore delle tre carte da stazione, piuttosto che ai responsabili di un Ente come il nostro.
*consigliere dell'Anact (Associazione nazionale allevatori del cavallo trottatore)