Gioco e conigliette Torna a Las Vegas il «Playboy club»

Nel ’60 fu simbolo della rivoluzione sessuale

da Las Vegas

Gli ingredienti ci sono tutti: soldi, donne, gioco. L’inaugurazione c’è stata sabato sera, dopo 20 anni di buio. C’erano le conigliette con il sorriso malizioso. C’era del buon whisky. C’era il più ruffiano dei giochi: il blackjack. Il Playboy Girl è tornato a Las Vegas, con la speranza che il mix di sesso e fama attragga una nuova generazione di clienti.
Con una chiara aria vintage, le conigliette di Playboy indossano orecchie e codino per servire drink e gestire il pubblico, in prevalenza maschile, al Palms Casino Resort. Il fondatore di Playboy Enterprises Hugh Hefner, circondato da uno stuolo di bionde e da una sola brunetta, sta in un separé mentre la musica riempie la stanza.
«C'è una nuova generazione pronta a giocare», ha spiegato Hefner prima del party, ricordando che il marchio Playboy è importante oggi come lo era quando ha debuttato nel 1953. «Playboy si è sempre imposto per qualcosa». È passato quasi mezzo secolo da quando Hefner ha aperto il suo primo club a Chicago nel 1960 e ha contribuito alla rivoluzione sessuale, mentre i poster centrali delle conigliette diventavano icone americane. Ora, il giornale ha problemi di raccolta pubblicitaria ed entrate, a causa della concorrenza di altre riviste e di Internet. Ma allo stesso tempo, Playboy è riuscito ad attrarre nuovi fan attraverso «The Girls Next Door» (le ragazze della porta accanto), un reality show televisivo sulle tre fidanzate di Hefner e sul suo business. Le conigliette vengono istruite su come servire i drink e su come stare dritte mentre si appoggiano delicatamente alle sedie. «Le conigliette non si siedono - spiega una di loro, Ashley Rovenheiser - È così eccitante». Ma c’è una regola che non va mai dimenticata: «È come allo zoo: le conigliette non si toccano».