Gioco e spettatori in calo mettono paura all’ippica

Questa settimana dobbiamo registrare, con grande piacere, una serie di avvenimenti equestri ed ippici, importanti e quasi tutti ben riusciti. Il primo e forse il più rilevante, è stato il Campionato europeo di salto ad ostacoli, svoltosi in quel di S. Patrignano, struttura nota per il recupero dei tossicodipendenti, anche attraverso le discipline del cavallo. Grande successo a livello mediatico e partecipativo, con la presenza del nostro ministro Gianni Alemanno e tante altre autorità politiche e civili, fra cui citiamo il ministro della Pubblica istruzione Letizia Moratti e il presidente della Commissione esteri della Camera, onorevole Selva. Si sottolinea altresì la presenza dell’onorevole Masini, sub-commissario Unire e di una delegazione dell’Ente, presente anche con uno stand espositivo che ha suscitato un grande interesse. Inoltre questo dovrebbe servire da lezione per i nostri sedicenti «imprenditori ippici»: vi era una partecipazione media di diverse migliaia di persone al giorno, che hanno contribuito con il pagamento di un biglietto d’ingresso certamente non a buon mercato. Il secondo avvenimento, per noi certamente il più importante, ha riguardato la bellissima vittoria a tempo di record nel classico Società Terme di Montecatini, della femmina Fleche, magnifico prodotto della scuderia Louisiana dei coniugi Borini, ultimi veri signori dell’ippica. Vale notare che anche il padre di Fleche, Viking Kronos, è un prodotto dell’allevamento italiano della stessa leva di Varenne, purtroppo in seguito emigrato in Svezia. Dobbiamo lamentare invece per quanto riguarda il Prix de Rome a Enghien, una notevole sfortuna con l’errore del favorito Farifant in zona traguardo, però ci siamo parzialmente rifatti con il secondo posto di Fuego di Jesolo e il piazzamento di First Wise As. Tutti prodotti del nostro allevamento!
Dunque, con il panorama di cui sopra e non solo, possiamo tranquillamente dire una volta di più con orgoglio che l’allevamento italiano del trotto, sta facendo il proprio dovere, anche con strutture non adeguate ai tempi ed ai confronti con altre realtà internazionali. È sconcertante ad esempio che il numero delle piste piccole sia uguale a quello delle piste grandi. L’Unire dovrebbe progettare dei centri sul modello del francese Grosbois, uno al Nord, uno al Centro, uno al Sud ed in più dovrebbe prevedere finanziamenti anche importanti a chi realizzerà piste da miglio o oltre. Sono in fase di arrivo alcune delibere dell’Unire che, a nostro avviso, contrariamente a quanto pensa la ormai sparuta pattuglia, strumentalmente contro a qualsiasi cambiamento, porteranno altri piccoli vantaggi a tutto il settore. Mi riferisco all’adozione del pagamento delle iscrizioni che porterà ad una razionalizzazione delle stesse, ad esclusione delle corse differenziare. Vi sarà poi la possibilità per le cosiddette corse «commerciali» di aggiungere una o al massimo due gare, ma soltanto per cavalli di due anni, il che dovrebbe permettere il debutto di cavalli anche di non eccelso rendimento al momento, per poi passare, una volta maturati a corse normali. Naturalmente anche per questo valido provvedimento, ci saranno critiche a non finire, a noi piacerebbe avere un dialogo costruttivo e non distruttivo come pare piaccia tanto alla pattuglia di cui sopra. L’importante è fare sempre le cose nell’interesse generale e prima o poi tutti capiranno. Del resto noi eravamo contrari alla partecipazione di femmine oltre i sette anni e di maschi oltre i dieci a corse di categoria D, e pur non nascondendo il nostro parere non favorevole, non abbiamo né inscenato rivoluzioni, né polemiche gratuite. Da registrare inoltre finalmente un raggiunto accordo tra l’Unire e le Società di corse, sulla ormai scadutissima convenzione, che in sostanza ci pare abbia più o meno accontentato tutti, speriamo questo possa bastare e si possa avere un periodo di riflessione e di attenzione ai veri problemi dell’ippica che sono la mancanza di pubblico e il conseguente calo del gioco. Ognuno faccia il proprio dovere: le scuse a questo punto sono terminate, occorrono fatti e non proclami o finte rivoluzioni strumentali, dettate da altri fini.
*presidente Anact (Associazione nazionale allevatori cavallo trottatore)