Il gioco di «Jack e Alice»: quel '700 alla berlina

Esce il romanzo breve scritto da Jane Austen a soli 15 anni. Un'edizione corredata di disegni che tratta del mondo frivolo di quell'epoca visto attraverso specchi deformanti che mettono in luce tic e difetti nascosti

Imbrogliopoli è una città fantasma. Inesistente. Frutto di una fantasia che muove una corte di strani personaggi. Gli stessi che avrebbero popolato il mondo di Jane Austen e che solo Jane Austen sa utilizzare facendo, in un certo modo, il verso a se stessa. Questa è l'anima di «Jack and Alice» (Donzelli, pp. 78, euro 14) un romanzo breve che la scrittrice inglese compose a soli 15 anni e che quindi anticipa i più famosi capolavori dell'autrice come «Emma», «Orgoglio e pregiudizio», «Ragione e sentimento». Pubblicato nella prestigiosa e affascinante collana wallpapers, questo volume è corredato da splendidi disegni che ne fanno un oggetto di pregio e raccontano una storia adatta a grandi e piccini.
Imbrogliopoli è il mondo del gioco costruito attraverso una serie di specchi deformanti attraverso i quali vengono riprodotte a disposizione del lettore le figure dei personaggi che ci appaiono così ricche di tic, manie e difetti che in questo racconto lungo o romanzo breve ci vengono restituiti con una freschezza inconsueta. Tra Alice, eroina ingenua e fanciulla di belle speranze con una debolezza per il vino nel quale affoga i suoi spasimi d'amore e lady Williams, vedova ancor giovane, dallo sproloquio frequente si aggirano giovin signori, bersagli di mire amorose non nascoste e dandy dediti al gioco. Un universo frivolo e scanzonato al tempo stesso, ma che rivela il gusto di Jane Austen per una satira mordace e pungente del mondo nel quale si trovò a vivere. Da qui quel gioco di specchi deformanti che sottolineano difetti più che pregi di queste comparse sulla scena di una Jane Austen ancora ragazzina.
Una parodia di grande valore corredata di disegni eccelsi, tutti ovviamente ispirati al gioco sia sotto forma di azzardo con i dadi, le carte e perfino il back gammon. Non mancano frequenti allusioni alla penna, strumento della scrittrice e al bere, vizio proprio di alcuni personaggi che escono da queste pagine. Calici di vino e macchie di rosso, accanto a boccali di birra del tempo che fu, fra tappi, uomini e dame. Le tavole sono opera della disegnatrice inglese Andrea Joseph che segna con questa collaborazione il suo esordio in campo editoriale