Per il gioco «live» regolamento in arrivo

Aams ha dichiarato pubblicamente che il regolamento del poker live è in fase di studio e che le scadenze note (30 novembre) per la produzione di decreti e bando di gara sono ben chiare nella mente del regolatore.
Scetticismo a parte, gli operatori che stanno preparandosi in vista del lancio del nuovo prodotto dell'offerta di gioco dei Monopoli di Stato hanno iniziato a discutere tra di loro e, tramite vari contatti con l'Aams, per capire come scrivere le migliori regole possibili per un progetto di business sostenibile. I temi sul banco, secondo quanto riporta Gioconews.it, sono: le distanze territoriali tra le sale di nuova generazione, come sarà il payout per i players e quali strutture e di quali dimensioni potranno ospitare i tornei di poker live.
DISTANZE. La legge avrebbe ormai superato l'impostazione che diede l'ex ministro Bersani quando vennero liberalizzate le licenze delle scommesse sportive e ippiche. Oltre 15mila licenze messe all'asta (proprio come sarà per il poker live) con precisi obblighi di non sovrapporre territorialmente due o più agenzie. Non più di 'x' agenzie nel giro di qualche chilometro o nella stessa città per consentire agli imprenditori di tutelare il proprio investimento. Cosa cambia col poker? Innanzitutto il numero delle licenze, appena mille sembra già scongiurare pericoli di sovrapposizioni e starà all'intelligenza dei concessionari selezionare le aree coprendo un bacino di utenza remunerativo in termini di flussi di gioco. Quindi licenze libere di essere collocate in base agli studi dei concessionari e alle sale che si candideranno ad ospitare il poker live.
PAYOUT. Per le tasse è previsto lo stesso prelievo del gioco online: il 20% dal buy in con il 3% che va allo Stato. Il problema è la forbice del 17% in mano agli organizzatori. Mentre nell'online la concorrenza tra gli operatori ha assottigliato questo prelievo aumentando il payout in favore dei players (ora si attesta in media dal 6 all'8%) nel poker live sarà più difficile far scendere la quota parte in questione. Il problema sono ovviamente i costi per la gestione e l'organizzazione dei tournament. Dealers, personale di sala, strutture e investimenti da ammortizzare, spese e costi fissi, insomma i conti devono tornare per forza anche se il poker rimarrà un'attrazione importante per riempire sale «polivalenti» dal punto di vista dei giochi che completeranno l'offerta di veri e propri mini casinò.
DIMENSIONE. Ci si sta orientando verso uno spazio per il poker live dai 150 ai 200 metri quadrati. Ci sarebbero due correnti di pensiero che stanno spingendo verso un progetto di sala che risponda a determinati obiettivi aziendali. C'è chi vorrebbe aumentare i numeri delle metrature per fare «selezione» e lasciare aperte solo sale con 10, 15 o addirittura 20 tavoli. C'è però chi sostiene che i costi aumenterebbero a dismisura e sarebbe preferibile lavorare su ipotesi realistiche di 7-10 tavoli al massimo.