Il gioco, un’oasi speciale nell’esistenza umana

Il gioco è un enigma da prendere sul serio. «Un’oasi di felicità», dice Eugen Fink: perché «regala il presente», un lampo di eternità nella rincorsa incessante dell’uomo verso il futuro, nell’inquietudine che sempre lo attanaglia. Oasi del gioco si intitola, nella nuova edizione di Raffaello Cortina (pagg. 94, euro 9,50), l’opera che l’allievo di Husserl dedica nel 1957 a uno dei temi meno usuali per la filosofia. Anche se già il «sale attico» era il riconoscimento dell’irriducibilità e dell’unicità dell’esperienza del gioco. Fink, che lavora con Heidegger e studia Nietzsche, considera il gioco un «esistenziale», un tratto dell’esistenza umana che, però, il concetto non potrà mai esaurire. Perché l’oasi non può essere, senza ambiguità.