Il «gioco della torre» di Pisapia: auspica soluzioni che però ci sono già

È difficile (e infine poco utile) stabilire le intenzioni profonde di un gesto come quello del sindaco, Giuliano Pisapia, (nella foto) che l’altra sera si è recato a far visita agli operai da un mese in presidio alla torre-faro della stazione Centrale per difendere il loro lavoro. È chiaro che la solidarietà in questi casi è fondamentale, e sempre ben accetta, ma dalla reazione di chi di lavoro se ne intende - lo stato maggiore della Uil lombarda - qualche dubbio su un certo tasso di propaganda di questo episodio pare lecito. Il sindaco ha salutato i lavoratori con parole che sono state riportate così: «Vi aspetto a Palazzo Marino spero di vedervi presto perché questo vorrebbe dire che si è trovata una soluzione o comunque che ci sono stati dei passi in avanti. Vi sono vicino e farò tutto ciò che posso per aiutarvi. Ho già scritto una lettera insieme al sindaco di Torino Fassino». Il problema - lo rileva proprio il sindacato con «stupore» - è che una soluzione c’è già, e «il Comune di Milano ha contribuito attivamente» a trovarla «con la firma dell’accordo tra Regione, Fs e sindacati». Dicono i sindacalisti: o il Comune non riconosce quella soluzione, oppure la conferma, e non si capisce perché la auspichi. «Sembra inaccettabile - concludono - che il sindaco si presti, senza rilevare contraddizioni col proprio ruolo, agli spettacoli mediatici organizzati dalla Cgil». La questione è delicata, e divide il campo sindacale, ma l’impressione che se ne ricava è che qualcuno - la Regione - abbia lavorato concretamente, e a riflettori spenti, alla ricerca di una via d’uscita - che sarà più o meno discutibile ma c’è - e altri abbiano invece deciso di impegnarsi nella vicenda con un approccio di tipo più politico-ideologico (per non dire mediatico) che alla distanza non paga.