GIOELE DIX «Sul palcoscenico sono un artigiano della parola»

«Meglio il nuovo oggi», la scintilla della creatività è alla base dello sviluppo economico e sociale

Igor Principe

Il luogo comune individua la creatività come nocciolo dell'arte, considerandola estranea al mondo dell'economia e dell'impresa. E in quanto luogo comune, è terribilmente diffuso e al contempo del tutto inesatto. Fior di teorici - uno tra tutti: l'economista Joseph Schumpeter, che ne scriveva nella prima metà del Novecento - hanno dimostrato come la scintilla creativa, che muove l'innovazione, sia essenza dello sviluppo economico.
Il tema è tornato di stretta attualità, dando vita a un fecondo dialogo tra mondi apparentemente lontani, di cui lo spettacolo che va in scena lunedì al teatro Studio può dirsi primo e felice risultato. Si intitola Meglio il nuovo oggi, ovvero quando l'innovazione fa spettacolo. Lo ha promosso la Camera di commercio e lo ha prodotto il Piccolo Teatro, affidando la regia a Serena Sinigaglia e il ruolo principale a Gioele Dix.
Sul palco ci saranno anche, come attori veri e propri, nel ruolo di "saggi", Carlo Sangalli, Filippo Penati, Bruno Ermolli, Piero Bassetti, Michele Perini e Federica Olivares.
«Vedo anch'io un maggior dialogo tra il mondo dell'impresa e della ricerca e quello degli artisti - racconta Dix -. Anche se questa parola non mi piace: fare teatro per me è una forma di artigianato. Lasciamolo dire al pubblico se sei un artista. Tornando a noi, che l'innovazione sia una necessità vitale per le imprese è appurato. Il punto è capire come innovare. Chi fa il mio mestiere è sicuramente sensibile alla necessità di rinnovarsi continuamente, malgrado uno spettacolo possa essere replicato centinaia di volte. Da qui è sorta una certa curiosità del mondo dell'impresa verso i meccanismi dell'arte, e questo spettacolo, promosso da un'istituzione economica, è un utile momento di stimolo. Chi sta in platea scopre, per esempio, che Google è stato inventato da due studenti di 24 anni, e può ritrovarsi a pensare che anche a 45 anni si ha ancora tutto il tempo per innovare e rinnovarsi».
Sergej Brin e Larry Page (i suddetti inventori) sono alcuni tra i nomi che verranno citati in uno spettacolo dall'impianto corale. Dix è affiancato da un bambino, che è il vero motore dell'azione. Insieme fronteggeranno le incursioni degli attori della compagnia di Serena Sinigaglia, ai quali è dato compito di portare in scena le figure storiche che incarnano l'idea di innovazione.
«L'idea di lavorare con il bambino viene da Fernand Deligny, il terapeuta che studiò i problemi di autismo infantile - spiega Dix -. Il piccolo, sul palco, non parla ma disegna, e da quei disegni prendiamo spunto per raccontare la creatività. In parte ci affidiamo ad un testo nostro, elaborato per l'occasione; in parte ricorriamo ai grandi innovatori della storia: Shakespeare, Brecht, Mozart, Ginsberg, Calvino, solo per dirne alcuni. Nel bimbo è racchiusa la figura dell'imprenditore, che cerca la sua strada e nel mentre scopre ciò che serve per innovare».
E cosa serve, esattamente? «Tre cose: essere giovani, soprattutto di testa; rischiare; quindi avere coraggio. Per ognuna di essere faremo esempi concreti, parlando di uomini che in questa battaglia hanno anche dato la vita».
L'arco storico del racconto muove dal Genesi (passione di Dix, ultimamente molto impegnato con spettacoli a sfondo biblico) e arriva a oggi, ma non si traccia una storia della creatività. «Il registro è quasi fiabesco - conclude l'attore -, con le apparizioni degli attori che aprono parentesi di puro teatro».
Meglio il nuovo oggi, Teatro Studio, lunedì ore 11 e 19, ingresso libero per il secondo spettacolo prenotando al 02-72002297