Gioia Tauro, bomba sotto l'auto: è grave

Un commerciante, Antonino Princi, aveva un ordigno nascosto sotto la Mercedes. E' esploso quando ha aperto la portiera. E' in gravi condizioni. La Dda: "Matrice mafiosa"

Reggio Calabria - Un commerciante, Antonino Princi, è rimasto gravemente ferito in un attentato dinamitardo fatto stamattina a Gioia Tauro. Secondo le prime notizie fornite dalla polizia, sotto la Mercedes del commerciante 45enne è stato collocato un ordigno che è esploso nel momento in cui Princi ha aperto la portiera. Il commerciante è stato ricoverato nell’ospedale di Gioia Tauro. Il ferito è titolare di numerosi negozi e punti vendita di abbigliamento e maglieria. La vettura di Princi era parcheggiata in un cortile in cui si trovavano altre due automobili che sono rimaste danneggiate. A causa dell’esplosione è andata in frantumi anche l’insegna di un negozio vicino. Princi, portato in un primo tempo nell’ospedale di Gioia Tauro, è stato trasferito successivamente, a causa della gravità delle sue condizioni, negli Ospedali riuniti di Reggio Calabria. Antonino Princi ha interessi anche nel mondo del calcio. Negli anni scorsi era stato soprattutto socio del Catanzaro, quando la squadra militava in serie B. Princi era socio di riferimento con il 48% delle azioni.

Matrice mafiosa Avrebbe una matrica mafiosa l’attentato fatto stamattina a Nino Princi. Sull’attentato, infatti, insieme alla procura di Palmi, che sta svolgendo gli atti urgenti, sta indagando anche la Dda di Reggio Calabria. A Gioia Tauro, per il coordinamento delle indagini, che vengono svolte dalla Polizia, si sono recati il procuratore aggiunto di Palmi, Bruno Giordano, e il pm della Dda Roberto Di Palma. Un investigatore ha parlato di "un atto simbolicamente molto forte". L’ipotesi che viene seguita dagli investigatori è che l’attentato possa essere collegato a una vendetta maturata negli ambienti della criminalità organizzata della Piana di Gioia Tauro.

Guerra tra famiglie Princi, tra l’altro, è sposato con una componente della famiglia Rugolo, collegata alla cosca Mammoliti di Castellace di Oppido Mamertina. A Gioia Tauro sarebbe in atto uno scontro tra la cosca Piromalli e quella dei Molè, che un tempo erano alleate. Nell’ambito di tale scontro, il primo febbraio scorso, potrebbe essere maturato l’omicidio di Rocco Molè, di 42 anni, uno dei capi dell’omonima cosca. Gioia Tauro, da sempre, è un centro ad alta densità criminale. Nei giorni scorsi il consiglio dei ministri ha sciolto il consiglio comunale per presunte infiltrazioni mafiose. Princi è originario di Rizziconi, paese anche questo al centro di forti interessi della ’ndrangheta.