Gioielliere condannato lancia tavolo al giudice

Quella sentenza proprio non gli andava giù, così ha afferrato un grosso tavolo e lo ha scagliato con forza contro il giudice. Non lo ha preso, ma è stato comunque condannato.
La scena, che sembra tratta da un film americano, è accaduta ieri mattina in un’aula del tribunale di Chiavari dove un gioielliere di 59 anni era sotto processo per l’incauto acquisto di un prezioso anello con brillanti. Al momento della sentenza, quando ha sentito che era stato condannato a due mesi di arresto, al commerciante è venuto il sangue agli occhi. E così, senza pensarci due volte, ha afferrato un tavolo di legno e lo ha scagliato contro il giudice Roberto Carta.
Fortunatamente il mobile non ha colpito nessuno. Solo un cancelliere, pericolosamente vicino alla traettoria del tavolo, è stato sfiorato per pochi centimetri e se l’è cavata con un po’ di paura imprevista.
Il gesto, però, ha provocato attimi di tensione nell’aula e sono dovuti intervenire due robusti poliziotti, in tribunale per rilasciare una testimonianza, per calmare l’ira del furioso gioielliere che si considerava una vittima della giustizia. Infatti, dopo aver lanciato il tavolo, probabilmente avrebbe voluto magari anche una sedia sotto mano, ma dopo qualche attimo la situazione si è normalizzata.
Così, quando il giudice si è assicurato che il gioielliere fosse ormai inoffensivo, è tornato dietro il suo scranno e ha riletto, senza interruzioni, la sentenza di condanna.
L’orefice, originario della Calabria ma residente da anni a Rapallo, non credeva che acquistare quell’anello gli avrebbe comportato tutti quei problemi. Per cui, in sostanza, credeva di aver fatto soltanto una leggerezza a comprarlo, ma non essere punibile per questo.