Il gioielliere: «Mi ha massacrato ma sono contento che è vivo»

È un albanese di 26 anni il bandito di Cinisello Balsamo. Un clandestino, già fermato in passato dalle forze dell’ordine e già espulso. Lo hanno identificato ieri grazie alle impronte digitali i carabinieri che indagano sull’aggressione a Remigio Radolli, il 59enne gioielliere pestato a sangue dall’immigrato, che con una scacciacani ha provato a rapinare l’oreficeria di via Garibaldi con l’aiuto di due complici oggi ricercati. Cinisello Balsamo ieri mattina si è svegliata ancora incredula per l’aggressione subita da «Remo». E tra i negozianti del centro nessuno si sogna di condannarlo. Anzi, per lui sono state espresse solo parole di solidarietà. «Ha dovuto difendersi - hanno detto i colleghi - non poteva di certo sapere che quella che impugnava era una scacciacani. D’altronde tutti abbiamo visto le ferite, la camicia sporca di sangue». L’uomo è ancora ricoverato in ospedale, come il rapinatore.