Gioielliere ucciso Si costituisce il quarto romeno

Stanco di nascondersi, dopo esser sfuggito per un soffio alla polizia olandese e tedesca, si è consegnato ai carabinieri di piazza Venezia. Finisce la latitanza del quarto uomo accusato dell’omicidio di Francesco Lenzi, il gioielliere 56enne dell’Axa torturato a morte da una gang di romeni per impossessarsi dei preziosi custoditi in cassaforte. Per 14 mesi Valentin Constantin, 28 anni, si è rifugiato da connazionali, sempre in attesa di un passaggio oltre frontiera. Ma senza denaro l’uomo non è riuscito a crearsi una nuova identità. E così ha deciso di farla finita presentandosi alla caserma romana dove gli è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare e il rinvio a giudizio. Martedì con gli altri della banda sarà processato per omicidio volontario aggravato dalle sevizie, rapina e armi. Il primo a finire in manette è Radu Iancu, 27 anni, seguito da Florentin Gavrilescu, 44 anni e Adriana Constantin, 24 anni, caduti tutti nella rete degli inquirenti. Ancora latitante il quinto personaggio, Iulian Dumitrascu, 33 anni, il palo. Clamoroso il fermo del primo dei 4 assassini (5 con la donna assente al momento dell’omicidio), alla stazione di Milano pochi giorni dopo il fattaccio. Radu Iancu cerca di passare la frontiera su un Eurostar col bottino, centinaia di gioielli e orologi tutti col cartellino «Lenzi 1935. Roma». Sceso per una sosta a Bologna, Iancu perde il treno su cui aveva lasciato un trolley con 800mila euro di refurtiva e uno zainetto. Quando il romeno si presenta all’ufficio oggetti smarriti trova la Polfer e confessa. Il basista, Florentin Ionel Gavrilescu si nasconde ad Aprilia. Quando i carabinieri di Ostia circondano la cascina non gli resta che la resa. Poi tocca ad Adriana, fermata a Casalpalocco. All’appello manca solo il 33enne.