Un gioiellino di saggezza in quel villaggio africano

Bentornato Kirikù, sette anni dopo sempre bambino e sempre alle prese con i malefici della strega Karabà, mentre il primo film della serie torna in circolazione in dvd. Al cinema la cultura africana è rara quanto non lo è quella afroamericana: così il film sudafricano, ispirato alla Carmen di Bizet, che ha vinto l'ultimo Festival di Berlino, è un piccolo gioiello inedito in Italia; ma ogni cosa faccia Denzel Washington arriva sui nostri schermi. Se invece voi amate l'insolito, almeno per i vostri figli sotto i dieci anni, dalla Francia giunge Kirikù e gli animali selvaggi di Michel Océlot e Bénédicte Galup, che non propone cortili di cemento per la pallacanestro, dosi di crack e raffiche di rap, ma solo un bambino nudo, dai movimenti meccanici e dalla saggezza ereditata da una grande tradizione. Nel suo villaggio ognuno ha un rango, non un reddito; un segno d'appartenenza, non un sogno d'evasione. Eppure anche questa storia è stata realizzata al computer, anziché a matita, come i cartoni animati d'una volta; e anche questa storia è stata realizzata fra la Charente, la Lettonia e il Vietnam: globalizzare talora non è sradicare.

KIRIKÙ E GLI ANIMALI SELVAGGI di Michel Océlot e Bénédicte Galup, cartoni animati. 75 minuti