Il gioiello Beatrice Antolini

Tanto per iniziare, lei canta e suona pure la batteria, il basso, il sax, il piano e la chitarra. Tutto o quasi registrato in casa. Ed è, evviva!, libera e curiosa come ce ne sono pochi altri. Beatrice Antolini è il gioiello della dark side della musica italiana, spesso in ombra e sottovalutata dalla cosiddetta grande stampa e dalla piccola tv, eppure furiosa nell’ispirazione, dilaniata com’è dalla passione per quella funky wave anni Ottanta, rielaborata con grovigli di synth e melodie quasi barocche che danno una profondità talvolta spettrale a tutte le canzoni. Però che vita, signori. Non importano i singoli brani, uno per uno hanno il loro perché (perfetto Venetian hautboy). Ma tutti insieme sono una discesa lungo un fiume imprevedibile come il Bío Bío in Cile, così piena di energia da far venir voglia (non succede mai) di riascoltare tutto. Più lentamente.