Il gioiello delle 5 Terre coperto di bitume

Porto Venere, borgo medioevale simbolo della Liguria, luogo protetto da ferree norme urbanistiche e da vincoli delle varie soprintendenze, centro storico in cui per modificare anche una persiana serve un parere tecnico concesso da mille e più enti, ora possiede nuova strada carreggiabile, mancano solo i segnali stradali e le strisce pedonali, purtroppo questa strada è il cuore dello stesso centro storico Patrimonio Mondiale dell’Umanità e «sarebbe» la passeggiata a mare, quella che dovrebbe ornare il borgo medioevale. Una scelta assurda che ha sollevato le ire dei commerciati e degli abitanti. Del resto diventa difficile abituarsi alla vista del bitume in quel tratto del borgo, passando dalle pietre lavorate e legate con la malta del primo tratto alle rocce che sono le fondamenta della chiesa di San Pietro. Un’asfaltatura che tra l’altro non è certamente a regola d’arte visto che dopo le piogge di questi giorni l’asfalto, o meglio il manto di bitume, è già saltato, spaccandosi in più punti e facendo uscire il terriccio.
«Scandalo» è certamente il termine più usato dalla gente del borgo. Del resto appare evidente a tutti che quello visto nel centro storico di Porto Venere non è certamente un punto di qualità urbanistica, anzi gli abitanti si chiedono come sia stato possibile concedere questa autorizzazione. «Ora basta mettere una stazione di servizio - dice Brunella Maietta, commerciante - è un lavoro scandaloso, qualcuno si deve assumere la responsabilità. È una scelta ignobile, soldi per rifarlo non ci sono, dovremmo sopportare questo schifo che per altro non è neppure sicuro. Il manto sta già saltando, l’altra mattina persino il sindaco Massimo Nardini è sprofondato in quel tratto». «Si tratta di una decisione assurda, qualcuno deve essere responsabile - aggiunge Fausto Arpe, ristoratore - Si tratta di un asfalto scadente, tra pochi giorni ci sarà caldo e dovremo passare sul bitume sciolto, qui ci passano tutti a piedi, spesso scalzi, per andare dalla scogliera ai bar».