La gioiosa macchina da guerra si spartisce i posti

Sinistra alla resa dei conti. Pisapia prova a darsi un’immagine da indipendente, ma ieri anche lui si è
beccato una contestazione di piazza. I partiti della sua coalizione
intanto iniziano ad agitarsi in vista di un possibile assalto agli
incarichi di giunta

Alla fine i fischi arrivano anche per Pisapia. I milanesi non perdonano a nessuno le passerelle elettorali, soprattutto in periferia. Ore 18, via Salomone, dietro Mecenate. Pisapia incontra un gruppo di cittadini, ma viene contestato mentre sta parlando: alcuni ragazzi urlano frasi provocatorie, poi lo scontro si fa più acceso, si passa agli spintoni con i residenti. Per calmare le acque interviene un membro dello staff del candidato sindaco, dopo di lui, un vigile. I protagonisti dello scontro hanno continuamente sostenuto di voler «portare delle richieste al candidato, perchè questi vengono qui solo adesso, ma questo posto è uno schifo sempre». «Anche questa è la dimostrazione che stiamo girando i quartieri - commenta l’avvocato - per conoscere veramente la città e cercare un dialogo con i cittadini».
In mattinata l’ex parlamentare di Rifondazione invece giocava a fare l’indipendente. Presentando la nuova organizzazione comunale - «vogliamo dare ai milanesi il segnale che siamo capaci di governare» - il candidato sindaco del centrosinistra parlava di una giunta basata solo sul merito e non sulla spartizioni post elettorale. «Andando a leggere le competenze attuali del sindaco e degli assessori - attacca l’avvocato - si ha la netta impressione che sia stata una spartizione partitocratica, che non si sia partiti dai bisogni della città». Lui, invece, candidato indipendente, si può permettere di assegnare gli assessorati solo in base a cv e competenze: «Io sono sostenuto da una grande coalizione, ma sono indipendente. Ho preso finora decisioni in autonomia e così farà ancora». Come giustifica la sparata? Semplice, non facendo i nomi: «Presentiamo la struttura, i nomi li faremo solo in caso di vittoria», la risposta del suo staff. Basta fare i conti con le quote, ma senza nomi dei possibili assessori e il gioco è fatto. Sta all’interlocutore crederci.
A dimostrare che il pacchetto di voti di ciascun partito - lo ricordiamo ai compagni con la memeoria corta: Pd 28,6%, 4,7% Sel, lista Sinistra per Pisapia 3,1%, Lista Civica per Pisapia 3,86%, Idv 2,54% - anche dalle parti del centrosinistra conta, e non poco, lo dimostra la spartizione delle presidenze di consigli di zona. Sei su 9 sono andate al Pd, 1 a Sel, 1 alla lista Sinistra per Pisapia e uno all’Idv. Ma sono gli stessi alleati a smascherare il segreto di Pulcinella: la corsa all’incarico è già partita. L’ultimo ieri è stata l’Idv con Stefano Zamponi, segretario regionale, che in un’intervista ad Affaritaliani.it prenota una poltrona per i suoi. «Sapevamo che avremmo perso molti voti, ma non abbiamo voluto spezzare la coalizione per Pisapia - spiega Zamponi -. Abbiamo pagato un prezzo di partito a un successo di candidato sindaco che è nell’interesse della città. Un premio? Avendo un consigliere sono sicuro che avremo anche una partecipazione in giunta». Così due giorni fa, Basilio Rizzo, capolista della lista Sinistra per Pisapia, 2293 preferenze, cercava di arginare Stefano Boeri (capolista Pd) recordman di preferenze con 12861 voti, ma scomodo per il suo cv di architetto «colluso» con l’amministrazione Moratti, dal mastreplan di Expo al Bosco verticale all’Isola, dalla casa della Memoria, solo per citare alcuni progetti. «Essendo lui una persona saggia - suggeriva Rizzo - non andrà a fare l’assessore all’Urbanistica. Che messaggio daremmo? Offriremmo il fianco alle critiche. Se invece inventassimo una delega all’Expo, perchè si possa tornare all’idea originaria di Boeri dell’orto, credo che sarebbe meglio».
Voilà, in meno di 24 ore, spunta l’assessorato all’Expo. Così almeno Boeri, anche se non tutto il Pd è sistemato, senza fare nomi ovviamente. Due piccioni con una fava, si dice. In questa maniera si libererebbe l’assessorato all’Urbanistica su cui sembra che Sel abbia già messo gli occhi. Già, le competenze...