Giordano: il nostro Tgcom24 moderno, gratuito e bipartisan

Il direttore mette a punto il nuovo sistema di all news Mediaset: "Oltre al canale, saremo anche in streaming sui tablet e cellulari"

Le all news di Mediaset parevano come l’araba fenice: se ne parlava sempre, ma non si vedevano mai. Ora, invece, passati sei o sette anni dai primissimi studi, sono diventate una cosa concreta, reale. Se ne è già avuto un piccolo assaggio nei giorni scorsi quando il canale 51 è stato acceso in occasione delle dimissioni di Berlusconi. E lo rimarrà con due appuntamenti quotidiani fino alla partenza ufficiale del 28 novembre. Al palazzo dei Cigni di Milano due stanno ancora mettendo a punto lo studio (dai colori rosso e blu), le sale di regia e la redazione, probabilmente l’ultima spina sarà attaccata il giorno stesso della messa in onda, ma ormai il più è fatto. Il direttore Mario Giordano controlla tutto e tutti com’è nel suo carattere. Sempre pallido in volto e in camicia bianca, di diverso rispetto a quando lo si vedeva in video da direttore di Studio Aperto e a quando dirigeva questo Giornale ha qualche capello bianco in più che lo fa sembrare meno bambino. In molti lo aspettano al varco, pronti a farlo a fettine. Il suo nuovo canale, anzi il nuovo sistema di informazione «Tgcom24», ha di fronte una sfida molto importante: trovare uno spazio e un pubblico in un mercato dove già ci sono RaiNews24 e SkyTg24, due canali all news che vantano una lunga storia e, particolarmente il secondo, molti mezzi a disposizione in aggiunta a un’aura «super partes» e «autorevole».
«Il nostro obiettivo - mette le mani avanti Giordano nel suo studio che guarda sul laghetto dei Cigni - non è far concorrenza agli altri canali. Noi pensiamo che ci sia in questo periodo una grande richiesta di informazione e quindi anche spazio per una nuova all news confezionata bene cui lo spettatore si può rivolgere con fiducia». Difficile sarà inventarsi un modo diverso di offrire le notizie. «Prima di tutto noi non disponiamo solo di un canale, ma di un più grande sistema multimediale: Tgcom24 sarà disponibile su quasi tutti i tablet e i telefonini in streaming gratuito, mentre per esempio su Sky è a pagamento. Inoltre noi siamo visibili a tutti, essendo in chiaro in digitale terrestre sul canale 51». Però alla fine la sostanza è la stessa: un rullo continuo di notizie, aggiornato e commentato finché si vuole, ma con un rischio altissimo di ripetitività. Consapevoli di questo problema, si è messo a punto un palinsesto che eviti notiziari che partono ogni pochi minuti scegliendo invece flussi continui (divisi in mattina, pomeriggio e sera) di aggiornamenti, con collegamenti con gli inviati, esperti e commentatori. Ci saranno sondaggi, forum sui social network, foto e video inviati dagli spettatori.
Sulla carta, pare tutto bello, ma c’è chi è scettico. «Farà un canale tutto di tette e culi», si legge in alcuni post sui blog (ci si riferisce ad alcune scelte del Tg di Italia Uno guidato da Giordano). «Come fa a mettere insieme un giornale autorevole uno che da vent’anni è un soldatino fedele del verbo del Cavaliere?», si legge in altri commenti tranchant. «Le solite critiche che non mi toccano - commenta placido Giordano -. Per struttura stessa del canale, non ci sarà spazio per notizie leggere, solo qualche informazione sugli spettacoli più importanti. Quando alla credibilità e all’indipendenza, siamo ai soliti pregiudizi: l’informazione di un tg, come da sempre abbiamo dimostrato qui a Mediaset, è per natura a tutto campo. E a maggior ragione in un canale all news. Il fatto che Berlusconi non sia più premier non cambia nulla, visto che saremo autorevoli ora come lo eravamo prima». Tanto meno il direttore è toccato dalle agitazioni interne dei giornalisti (130 che provengono da Tg5, Studio Aperto e Tg4 e che hanno manifestato qualche malumore per la riunificazione forzata in un’unica grande redazione): «Io credo - commenta solamente - che questa sfida, un canale di sole notizie, possa entusiasmare qualsiasi giornalista che ami il proprio mestiere».