Giordano replica: alle nostre domande nessuna riposta

Milano - Il direttore de Il Giornale Mario Giordano replica con una nota "allo sdegno manifestato da Romano Prodi, dal suo portavoce Silvio Sircana, dal segretario generale di Palazzo Chigi Carlo Malinconico e dal capo del cerimoniale Massimo Sgrelli, in merito all'inchiesta sul mistero dei regali ricevuti dal premier nei suoi incontri ufficiali e su quale fine essi abbiano fatto".

Giordano, sottolinea che: "1) 'a nome di Malinconico' il vicesegretario generale Carlo Sica ha affermato: chi è stato incaricato di approntare la stanza blindata e custodisce i regali con tanto di registro è 'il generale Antonio Ragusa' ('lui sa tuttò). E Ragusa, interpellato, conferma di essere l'incaricato e afferma di aver 'approntato la stanza blindata con la cassaforte all'interno di Palazzo Chigì. Aggiungendo che 'al momento è ancora vuota'.

2) Il Cesis (oggi Dis) ha detto: 'Escludiamo al 99,99 per cento l'esistenza di una stanza blindatà nella sede del Servizio.

3) A differenza di quanto viene sostenuto oggi, il caveau è gié stato allestito come dimostrano le foto pubblicate dal Giornale e come lo stesso generale Ragusa conferma.

4) Si argomenta che il Giornale dimentica il Dpcm in materia, quando sarebbe bastato leggere l'articolo di apertura di pagina 2". Continua il direttore spiegando che "prima di pubblicare l'inchiesta, il nostro Gian Marco Chiocci ha interpellato - la registrazione delle telefonate è a disposizione di chi voglia sentirle - tutti i vertici dell'amministrazione pubblica interessati alla vicenda, alcuni dei quali oggi mostrano chiari segni di amnesia. La confusione sembra quindi regnare a Palazzo Chigi. Abbiamo semplicemente posto una domanda - conclude -, restiamo ancora in attesa di una risposta che ci informi dove siano fisicamente quei regali 'presi in carico temporaneamente dagli uffici del Dis, nella persona del generale Giuseppe Cucchi'".