Giorgia lancia nuove «sfide»

C’è chi dice che Giorgia, se fosse nata negli Stati Uniti, sarebbe oggi una rockstar internazionale, che vende dischi in tutto il mondo al pari di altre vocalist «made in Usa» come Beyoncé, Anastacia o Alicia Keys, giusto per fare qualche nome. Ma la nostra Giorgia non ha davvero niente da invidiare alle seppur brave colleghe americane. Oltre la voce, il carattere e la forte personalità, tra l’altro.
Appena lo scorso anno ha dichiarato: «Mi sento stonata oltre che in qualche nota qua e là, anche nei confronti di questo tempo». Una «rivelazione», quella della «stonatura» cui nessuno ha davvero dato credito, quando si parla di una delle più belle voci che la musica italiana abbia mai avuto.
Sedici anni di successi per Giorgia, da quel febbraio ’93 quando sul palco di Sanremo viene lanciata nell’Olimpo della musica italiana con il brano E poi, suo primo grande successo. Proprio a coronazione di questi primi sedici anni di carriera, Giorgia ha pubblicato un cofanetto Spirito Libero - Viaggi di voce 2009 e nei prossimi mesi sarà alle prese con una tournée che parte proprio questa sera dal Palalottomatica (ore 21), e la porterà in giro per i palazzetti di mezza Italia.
Una «prima» speciale dunque nella sua Roma per Giorgia, luogo dove la cantante emoziona e si emoziona sempre un po’ di più che altrove. Perché non può essere una serata come le altre quando in platea ci sono i familiari, gli amici di una vita, le persone che ricordano i primi passi nei club capitolini di questa splendida vocalist italiana. Erano gli anni ’80, i tempi in cui Giorgia si esibiva, unica donna in band di musicisti uomini, in gruppi storici dell’underground capitolino come gli «Io Vorrei la Pelle Nera» e la «Friends Acoustic Night». Dopo aver affascinato il pubblico dell’Auditorium lo scorso dicembre con una perfomance ad alta caratura emozionale, Giorgia torna ogg nella dimensione live meno intimista e più «festaiola» del palazzetto dell’Eur.
Una festa soul, jazz, funky perché l’anima nera della cantante, sopita nei primi anni più melodici per motivi commerciali, è poi prepotentemente tornata alla luce con tutto il suo fragore mostrando al pubblico la sua poliedricità vocale e interpretativa.
Spirito libero appunto, come la collection, come il tour e come la canzone che porta il titolo dell’intero progetto di Giorgia. «Non sopporto più di sentirmi dire che non è questo il pezzo da interpretare/ Io oggi sai che faccio scrivo come mi pare, uno spirito libero sa quello che vuole, sa quando è ora di ballare» canta Giorgia con grinta, e altre canzoni di cui è anche autrice parlano anche di attualità, di un malessere generazionale, della presunta crisi del nostro paese che si riflette anche nella vita di tutti i giorni. Giorgia nei nuovi brani dice quello che pensa senza fronzoli o orpelli che smussano e addolciscono il suo pensiero. Una Giorgia vocalist ma anche apprendista «guru», dunque, che prende lezione da Beppe Grillo (con il quale duetta nel brano Libera la mente) e che strizza l’occhio, centrando l’obiettivo, a una qualità del sound decisamente di caratura internazionale.