Giorgio Simeoni (Fi): «Contro Veltroni serve un cattolico moderato»

Francesco Kamel

Giorgio Simeoni, consigliere regionale di Forza Italia, già vicepresidente della giunta Storace, è stato designato da Silvio Berlusconi in persona come responsabile politico per il Lazio della campagna elettorale del 2006 di Forza Italia.
Onorevole Simeoni il premier le ha affidato un incarico prestigioso e difficile.
«È un grande onore ma anche una grande responsabilità».
Non è un buon momento per il partito.
«C’è una situazione difficile per Forza Italia e per tutta la Casa delle Libertà. Ma credo che attraverso un’azione collegiale si possa tornare ad intercettare consenso rimettendosi in contatto con la gente».
Tra i suoi compiti c’è quello di chiudere la stalla ma i buoi sono già scappati a sinistra.
«Dopo tanti anni passati insieme, sarei falso se non mi dicessi dispiaciuto per la scelta di Verzaschi. Stento a comprendere la sua decisione perché credo che non sia quello il suo campo. Comunque in politica mai dire mai. Per lui le porte non sono aperte ma apertissime».
Quali saranno le prossime mosse?
«Con Beatrice Lorenzin incontreremo gli eurodeputati, i parlamentari, gli amministratori locali e le personalità di Forza Italia del Lazio per attuare una strategia condivisa. Tracceremo insieme gli obiettivi per un buon risultato alle politiche e alle comunali».
A proposito di comunali. Si parla di Baccini o di Alemanno per la sfida con Veltroni. A questo giro Forza Italia rinuncia?
«Non rinuncia anzi, a settembre sarà pronta per esprimere le sue valutazioni. Ora è il tempo di ragionare e riflettere. Le elezioni comunali del 2006 sono locali ma interessano la Capitale del Paese e vanno onorate con il massimo dell’impegno».
Quali caratteristiche deve avere il candidato?
«Deve essere moderato e cattolico».
Le elezioni sono lontane ma in questi giorni il centrodestra sta polemizzando aspramente con la Giunta Marrazzo.
«Sono spaesati e inadempienti. Non è una giunta ma un’allegra brigata. Sono bravi solo a decapitare e a prendere gli enti».
Dicono di applicare lo spoil system.
«Anche noi avremmo potuto farlo ma non lo abbiamo fatto».
Che ne pensa della polemica sui tagli alle spese sbandierati da Marrazzo?
«Non hanno tagliato nulla e anzi hanno aumentato le spese. Per fortuna si è dato l’allarme e si sono dati una calmata».
E al Comune di Roma?
«Al Campidoglio non va meglio. C’è un’amministrazione comunale che invece di affrontare i problemi di Roma si dedica ad essere una vetrina mondana».